Soluzioni naturali per proteggere i beni culturali
Nuove idee per tutelare le città d’arte L’assessore Balboni: politiche mirate
lo studio
Si allarga il patrimonio di conoscenze che Ferrara, città pilota a livello europeo per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sui centri storici e il patrimonio, offrirà ad altri Comuni e a docenti, tecnici e ordini professionali.
Dopo lo studio connesso al progetto europeo Protecht2Save – coordinato dal Cnr – che ha portato all’elaborazione di linee guida internazionali esaminando un’area di circa 400 ettari ricompresa nel perimetro del centro storico estense, l’università La Sapienza di Roma ha esteso il campo d’analisi anche ai territori circostanti. Ne sono emerse nuove linee guida con azioni per calmierare gli impatti del fenomeno delle isole di calore urbano e per contrastare gli effetti delle piogge torrenziali.
Le novità sono state presentate ieri a un webinar organizzato da Ancsa (Associazione nazionale centri storico-artistici) per gli amministratori di diverse città italiane e i tecnici. All’appuntamento ha partecipato l’assessore Alessandro Balboni che ha parlato dei rischi ambientali connessi a «fenomeni di cambiamento climatico sempre più aggressivi, in particolare per i beni culturali e architettonici delle città d’arte», sottolineando «la ricchezza unica del patrimonio ferrarese». «Per questo – ha detto Balboni – stiamo mettendo in campo politiche mirate, che partono dalle analisi condotte nell’ambito del Progetto Protecht2Save». La risposta dell’Amministrazione – ha precisato – sta nella realizzazione di “nature-based solutions” per ridurre i fenomeni di isole di calore e inquinamento e per aumentare la permeabilità del suolo. Ne è esempio il progetto Air-Break, che porterà nuovo verde urbano nelle zone più sofferenti sotto il profilo ambientale». —
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