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Baristi e ristoratori alla prova aperture «Bene per iniziare ma via il coprifuoco»

Marcello Pulidori
Baristi e ristoratori alla prova aperture «Bene per iniziare ma via il coprifuoco»

L’incubo della pioggia non ferma l’afflusso nei locali  Si preparano iniziative per posticipare il blocco notturno

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Marcello Pulidori

Il fatidicoe atteso lunedì 26 aprile è alla fine arrivato. Bar e ristoranti di Ferrara, essendo la regione in zona gialla, hanno riaperto, pranzo e cena (fino alle 22), condizione consentita però solo a coloro che possiedono distese all’aperto. In centro città, fin dalle prime ore del mattino non si sgomita di certo ma c’è voglia di tornare al tavolo di un ristorante, la si annusa nell’aria. In attesa che arrivi un’altra data fatidica, il 1º giugno: da quel giorno, infatti, sempre solo in zona gialla, i ristoranti potranno restare aperti anche al chiuso, ma dalle 5 alle 18.

Ma torniamo all’oggi. Sono state fissate regole sul distanziamento – almeno un metro tra i tavoli – e sull’occupazione dei tavoli stessi: massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. Purtroppo ieri si è ricominciato con una giornata di brutto tempo. E le previsioni per le prossime ore non inducono a sorrisi.

Per tanti baristi e ristoratori, che possono servire i loro clienti solo all’esterno, è una ripartenza a metà. Si preparano nuove manifestazioni di protesta e intanto l’associazione dei ristoratori ha chiesto al Governo indicazioni su cosa fare in caso di pioggia. È possibile trasferire all’interno i clienti? È soltanto uno dei molteplici interrogativi di questi tempi surreali.

“leon d’oro”

Altro tema caldo è quello del coprifuoco. Ci si avventa Marco Paganelli storico titolare del ristorante “Leon d’Oro”, in Piazza Cattedrale: «Ben vengano queste riaperture – dice Paganelli – abbiamo già una decina di tavoli pieni su Piazza Municipio e altrettanti su Piazza Cattedrale. A parte il maltempo, resta l’assurdità di dover terminare la cena abbondantemente prima delle 22 se non si vuole incappare nei controlli per il coprifuoco. Per questo sarebbe utile a tutti – dice ancora Paganelli salutandoci – poter posticipare il blocco notturno, che so, alle 23 o a mezzanotte».

“brindisi”

Da un luogo storico all’altro. In via Adelardi si nota la distesa del “Brindisi”, che è anche una delle enoteche più antiche al mondo. La via è stretta e i tavoli all’aperto “rubano” qualche metro ai furgoni di chi deve scaricare merci. La convivenza non sempre è agevole. In centro si respira tuttavia voglia di vivere, e queste riaperture, seppur tribolate, rappresentano un toccasana. Via Mazzini, e siamo in via Saraceno.

“il ciclone”

Qui entriamo e salutiamo Michelangelo Fancello, titolare de “Il Ciclone”, altro noto ristorante: «Stiamo lavorando – dice Michelangelo – osservando i distanziamenti imposti, con almeno 1 metro tra tavolo e tavolo. Anche qualcosina in più. Abbiamo circa 45 posti. La cosa che vorrei evidenziare – prosegue Fancello – è la necessità di chiudere queste stradine del centro al traffico almeno nelle ore in cui si pranza e si cena». Potrebbe essere anche una giusta richiesta, ma poi chi va ad ascoltare le proteste di chi in centro deve, anche lui, lavorare? Cosa farebbero corrieri, camionisti e addetti alle consegna, spesso diretti negli stessi ristoranti? Altro interrogativo cui al momento non vi è una risposta adeguata e univoca.

“cusina e butega”

In Porta Reno, sempre nel cuore del centro storico di Ferrara, a poche decina di metri dalla Cattedrale, entriamo da “Cusina e Butega”, altro santuario della gastronomia ferrarese. Ci accoglie Edoardo Occhiali, il titolare, un cognome evocativo per la ristorazione in questa città. «Si cerca come sempre di fare quello che si può – dice Edoardo – oggi (ieri per chi legge, ndr) c’è anche la spada di Damocle della pioggia che incombe, speriamo che nei prossimi giorni il meteo possa volgere al meglio».

Insomma, anche nel giorno che dovrebbe essere quello del sorriso, seppur timido, seppur contenuto, non mancano rammarico e frustrazione. Ma almeno, questo sì, una luce si è accesa. Intanto in diverse città d’Italia ieri si è manifestato contro il coprifuoco alle 22 e per chiedere che si torni al più presto a poter pranzare e cenare all’interno dei locali. Staremo a vedere.

Anche Ferrara sta alla finestra e tende le orecchie assieme a tutti i suoi baristi e ristoratori.

Mentre ci si avvia al secondo giorno di riapertura, seppur con tutti i vincoli imposti dalla normativa contro il contagio. —

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