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un mese fa l’incendio 

La Niagara rinasce dopo il pauroso rogo «Una quarantina giorni poi la riapertura»

La Niagara rinasce dopo il pauroso rogo «Una quarantina giorni poi la riapertura»

Il legale dell’azienda: «Nulla di tossico è stato rilasciato I dipendenti possono stare tranquilli: la ditta è sana»

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POGGIO RENATICO. La Niagara sta rinascendo. Lo assicura l’avvocato Fabio Anselmo, legale portavoce della ditta di Poggio Renatico che si occupa dello smaltimento delle acque reflue e che è andata a fuoco un mese fa.

«I lavori sono a buon punto – assicura Anselmo –. Si viaggia spediti e arriveremo alla riapertura tra trenta, quaranta giorni come preventivato quindi anche i dipendenti possono stare tranquilli: la ditta è sana e quello che è successo ha dimostrato ampiamente di quanto si affidabile la Niagara». In pratica nello stabilimento vengono portati i rifiuti liquidi delle industrie che vengono sistemati in grossi silos. Attraverso un procedimento molto complesso, l’acqua viene divisa dagli olii che vengono poi smaltiti. A prendere fuoco è stato proprio uno di questi giganteschi contenitori, fatto prevalentemente di vetroresina e naturalmente ha bruciato anche il suo contenuto. Da specificare, come hanno sottolineato dall’azienda, che non si tratta di rifiuti tossici.

ANALISI OK

«Le voci che negli anni si sono inseguite non hanno evidentemente ragione d’essere. L’Arpa ha portato avanti tutti i rilievi, giorno dopo giorno e anche durante il rogo nulla di tossico è stato rilevato. Una dimostrazione che ci saremmo evitati volentieri, ma forse potrà servire a far capire una volta per tutte come stanno le cose».

La particolare conformazione del capannone, pensato per il contenimento di liquidi inquinanti, ha permesso di evitare danni ambientali.

Attorno ai contenitori andati a fuoco sono presenti infatti dei muri in cemento armato che hanno lo scopo di trattenere i liquidi e tutto lo stabilimento è provvisto di pozzetti e barriere che impediscono ai liquami di uscire all’esterno. Così le acque gettate da vigili del fuoco, mescolate ai liquami inquinanti, non sono state disperse nell’ambiente ma sono state raccolte nelle apposite vasche.

L’INTER VENTO

L’incendio alla Niagara scoppiato verso le 22 del 26 marzo ha visto arrivare subito sul posto i vigili del fuoco di Ferrara: immediatamente è stato chiaro che la situazione era molto seria. È partita così la macchina organizzativa che ha permesso di domare il grosso incendio in poche ore ed evitare danni catastrofici.

Subito sono state richiamate le squadre da Cento, Bondeno e da Bologna con i mezzi e le attrezzature idonee per il particolare titpo di intervento.

E mentre il lavoro dei pompieri continuava incessantemente, i dipendenti della Niagara continuavano a svuotare le vasche aspirando i liquidi nei camion cisterna dell’azienda.

Questa sinergia è risultata vincente e ha permesso di evitare il peggio. —

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