Maltrattata e minacciata Dopo 10 anni di inferno lei ha denunciato il marito
Botte, offese, minacce di morte La moglie ha sopportato Lui si pentiva e si riconciliavano Ma durava poco: il questore decide l’ammonimento
Aveva accettato tutto: botte, violenze e minacce, anche di morte. Lei, la moglie ha sopportato per 10 lunghi anni. Ogni volta lui si pentiva, chiedeva perdono e marito e moglie si riconciliavano: fino a poche settimane fa, quando lui ubriaco voleva costringerla ad avere rapporti sessuali. La classica goccia che ha fatto traboccare un vaso fatto di vessazioni, violenze, una vita di paura, tanto che finalmente lo ha denunciato.
Il marito ora è stato ammonito dal questore e non può avvicinarsi alla moglie, se lo farà verrà arrestato. E solo l’ultima storia di violenze sulle donne, in un ambito familiare: quello di una convivenza durata oltre 10 anni con continue vessazioni, minacce, violenze.
E tutto nasceva dalla gelosia morbosa che lui aveva nei confronti della moglie, a tal punto da perdere il controllo di fronte alla sua volontà, poi messa in pratica, di andare a lavorare, essere autonoma e indipendente. Lui, con la complicità dell’alcol, tanto, quello che beveva, perdeva il controllo e sappiamo come e cosa faceva.
Lei aveva cercato più volte di separarsi, ma ogni volta lui le prometteva di cambiare, di modificare i suoi comportamenti. Facevano pace, ma era solo una piccola parentesi di serenità: e poi ancora maltrattamenti con insulti, minacce, anche di morte, percosse e danneggiamenti degli oggetti domestici.
L’ultimo atto di violenza poco tempo fa, poi la denuncia della donna, che spiegava il motivo per cui non l’avesse mai fatto prima . Da qui, dopo la verifica dei fatti attraverso la polizia anticrimine, l’ascolto di vari testimoni, la decisione di adottare il provvedimento dell’ammonimento. Un’arma giuridica che permette di prevenire ben di peggio in materia di violenze. Da qui, l’appello del questore alle donne vittime di tutto questo : «Vincete la paura, rompete l’isolamento e la vergogna. Uscite dal silenzio». —
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