Ponte da ricostruire Dalla Regione risorse per la progettazione
Concessi 90mila euro sui 100mila di costo complessivo Per rivedere aperto il San Zagno servirà almeno un anno
OSTELLATO. Sta creando inevitabilmente disagi la chiusura del ponte San Zagno, in vigore dall’inizio di marzo a causa dell’eccessivo stato di degrado dell’infrastruttura. Prima di poter rimetterci mano e riaprirlo al traffico servirà ancora tempo, almeno un anno, se la burocrazia non metterà ostacoli.
Intanto una novità c’è: Provincia e Regione sono vicine alla firma di un accordo, grazie a cui da Bologna arriveranno contributi utili a coprire la gran parte delle spese per l’intervento, che ha una spesa stimata per l’intera progettazione di circa 100mila euro. Mentre il costo dei lavori sarà, ovviamente ben superiore.
L’ACCORDO
La Regione si è detta disponibile a girare alla Provincia 90mila euro, mentre per i restanti 10mila euro l’ente con sede in Castello Estense a Ferrara, che sarà soggetto attuatore dello studio finalizzato al progetto, dovrà fare da sé.
Sul ponte che si trova all’altezza del km 29+930 della Sp1, la via Comacchio, e che scavalca il canale Maestro in prossimità dell’intersezione con la Sp32, le ispezioni erano state chiare per ciò che riguarda uno stato di degrado piuttosto rilevante.
DEGRADO ECCESSIVO
“Le anomalie più gravi – scrive il settore Lavori pubblici della Provincia, nell’atto con cui si rende noto il finanziamento regionale – riguardano l’accentuato degrado dei materiali costituenti le pile e le travi dell’impalcato: in particolare si è rilevata la presenza di fessure diagonali passanti su tutte le travi, sintomo della loro rottura a taglio, un tipo di dissesto particolarmente insidioso in quanto conduce a collassi strutturali di tipo fragile”. Ne consegue che “lo stato di degrado degli elementi costitutivi dell’impalcato e delle pile ha raggiunto estensione e gravità tale da non permettere un conveniente restauro degli stessi, per cui è necessario procedere alla demolizione dell’esistente e alla ricostruzione di un nuovo ponte”.
Chiare quindi le condizioni in cui si trova attualmente la struttura. Intervenire nel più breve tempo possibile sarebbe decisivo anche per limitare i disagi che la chiusura sta comportando, in un punto nevralgico per accedere alla vicina area Sipro. —
Fabio Terminali
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