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Ieri il provvedimento giudiziario  

Abusi su minorenni, arrestato sacerdote

D.P.
Abusi su minorenni, arrestato sacerdote

Tre ragazzi vittime in Sicilia: anni fa il prete trasferito a Ferrara, è ai domiciliari nel Seminario. La difesa: gogna mediatica 

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L’hanno arrestato ieri mattina gli agenti della Squadra mobile di Ferrara, su mandato degli inquirenti siciliani; gli hanno notificato l’ordine di custodia firmato da Enna, per presunte violenze sessuali su un ragazzo e molestie su altri due, all'epoca dei fatti, dai 7 ai 10 anni fa, tutti minorenni. Il sacerdote della Diocesi di Piazza Armerina, Giuseppe Rugolo, era stato trasferito a Ferrara nel 2019, dopo essere allontanato dalla Sicilia, e da ieri mattina si trova agli arresti domiciliari nel Seminario di Ferrara.

Ragazzini al Grest

Dei tre casi contestati, il primo è emerso dopo la denuncia della vittima alla squadra mobile di Enna, gli altri due sono emersi durante le indagini in corso da mesi. Indagini che potrebbero coinvolgere anche altri ragazzini che frequentavano i “gruppi giovani” ad Enna, dove il sacerdote allora seminarista, aveva ruolo di coordinatore. Per questo motivo, la Procura di Enna ha lanciato un appello a livello nazionale, visto che i tanti ragazzi hanno lasciato la Sicilia per motivi di studio e altro, «invitando le eventuali altre presunte vittime a denunciare», alla luce dei fatti che, spiegano gli inquirenti, «non si esclude che possano esserci altre potenziali vittime». Il giovane che aveva denunciato per primo, ha raccontato agli inquirenti di violenze subite tra il 2009 ed il 2013, da quando aveva appena compiuto 16 anni e fino ai 20 anni. Le indagini della squadra mobile di Enna hanno portato a sentire decine di persone, testimoni dei rapporti tra sacerdote e ragazzi, trovando elementi di riscontro alla ricostruzione della vittima. Diversi potenziali testimoni da anni non vivono più ad Enna per studio o lavoro e sono stati sentiti dalle squadre mobili. E oltre a intercettazioni, la polizia ha effettuato perquisizioni e accertamenti informatici: la Polizia Postale ha analizzato pc, telefoni, messaggi che poi, secondo l'accusa, hanno permesso agli investigatori di trovare ulteriori riscontri: durante le indagini sono emersi i due nuovi abusi che sarebbero stati commessi dal sacerdote su altri due minorenni, quando aveva ruolo di guida spirituale.

Fiducia nella giustizia

Dalla Diocesi ferrarese rinnovano fiducia nei magistrati affinchè facciano luce sulla vicenda. Come pure i difensori del sacerdote, Denis Lovison e Antonio Lizio «nel respingere le accuse a Don Giuseppe» si dicono «certi di poter fare chiarezza il prima possibile a tutela del nostro assistito». Vanno oltre, spiegano di aver appreso dai media dell’arresto del sacerdote, «ancor prima che potessimo conoscere le contestazioni formulate, in violazione del segreto istruttorio». Si dicono «perplessi di tempi e modi di diffusione delle informazioni di un procedimento penale, in fase di indagini: si è così determinata una gogna mediatica, con contenuti calunniosi e diffamatori, che non possono ulteriormente essere tollerati, sui quali ci riserviamo di agire, poichè ora ha diritto di esser considerato innocente».

D.P.

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