Bper condannata a risarcire un azionista per un danno di Carife
È un caso che potrebbe aprire nuove strade per gli azionisti Carife: il Tribunale di Roma ha condannato Bper a pagare oltre 134mila euro a un azionista di Carife, in caso contrario scatterà il pignoramento. È quanto ha ottenuto un risparmiatore che nel 2014, prima che Carife fallisse, aveva chiamato a giudizio l’istituto di credito ferrarese chiedendo un risarcimento per violazione della normativa finanziaria. La causa si era interrotta nel 2015, con la procedura di liquidazione della banca, ma l’azionista, assistito dall’avvocato Massimo Cerniglia, ha deciso di rivolgersi a Bper, nel frattempo subentrata a Carife, presentando ricorso all’ Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) presso la Consob. L’Acf aveva accolto il ricorso e condannato Bper al pagamento della somma, ritenendo che dovesse rispondere dei danni procurati da Carife all’azionista. Bper ha risposto con un diniego: i provvedimenti dell’Acf infatti non sono vincolanti, e se non vengono rispettati la sola conseguenza è quella del “danno reputazionale”, consistente nella pubblicazione, sul sito internet della banca e su un paio di quotidiani, della decisione del rifiuto a pagare.
La controparte però non si è arresa e si è affidata a una nuova strategia processuale: la richiesta dell’emissione di un decreto ingiuntivo al Tribunale di Roma (dove ha sede l’Arbitro della Consob) sulla base della decisione dell’Acf avente natura contrattuale. Il Tribunale di Roma ha emesso il 4 marzo dell’anno scorso l’ingiunzione di pagamento, ma senza dotarla della provvisoria esecuzione. Risultato: Bper non ancora una volta non ha pagato e ha presentato opposizione.
Alla prima udienza l’avvocato Cerniglia ha chiesto che venisse dichiarata la provvisoria esecuzione, e il giudice gli ha dato ragione, rilevando che l’opposizione di Bper «non è fondata su prova scritta né di pronta soluzione», e autorizzando ieri la provvisoria esecuzione. Bper dunque dovrà pagare il risarcimento all’azionista Carife. —
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