C’è l’intesa sul coprifuoco A maggio può cambiare
La mediazione di Draghi sblocca una giornata di alta tensione nella maggioranza: prima di metà mese la cabina di regia valuterà i dati epidemiologici e deciderà
ROMA. La maggioranza con la mediazione del governo trova l’accordo a Montecitorio sull’ordine del giorno sulla revisione del coprifuoco entro maggio, qualora i dati epidemiologici dovessero permetterlo. E si spacca sull’ordine del giorno di Fratelli d’Italia con Lega e Forza Italia che non partecipano al voto.
Maggioranza divisa
La Lega si dice soddisfatta dell’intesa ma Matteo Salvini rilancia sulla necessità di cancellare del tutto la norma. Il Movimento 5 stelle con Stefano Patuanelli invita la Lega a non piantare bandierine: «Non è possibile che si facciano battaglie su questioni che sono già risolte», dicono dal Pd mentre Forza Italia alza il muro contro dem, pentastellati e Leu: «Non accettiamo lezioni su serietà», afferma il capogruppo azzurro alla Camera, Roberto Occhiuto.
LA MEDIAZIONE DI DRAGHI
Il presidente del Consiglio ha mediato sul coprifuoco, promuovendo la possibilità di mettere nero su bianco quanto era già stato deciso dall’esecutivo. La linea del governo, in realtà, resta la stessa: prima del 15 maggio ci sarà una cabina di regia che esaminerà i dati e deciderà sul da farsi. Ma chi nell’esecutivo frena sulla eventualità di allargare le maglie invita a tenere la guardia alta. Insomma sulle misure anti-Covid è ancora bagarre in vista del Consiglio dei ministri che dovrà dare il sì definitivo al Recovery plan.
RENZI COME SALVINI
Intanto, prima di siglare l’intesa in serata, la maggioranza sul coprifuoco aveva dovuto registrare anche lo smarcamento di Matteo Renzi. Dopo Salvini, anche lui ne ha chiesto la cancellazione o lo spostamento in avanti per bar e ristoranti. Il leader leghista trova così un alleato nella partita che fino a lunedì stava conducendo da solo nella maggioranza. Tanto da vedersi schiacciato dalla tenaglia costituita da Enrico Letta e Giuseppe Conte, entrambi a sollevare dubbi sulla reale volontà di Salvini di rimanere nel governo. Perché, è il ragionamento dei due, chi sta nel governo dovrebbe farlo con senso di responsabilità, senza attaccarne i provvedimenti.
IL FANTASMA DEL PAPEETE
Renzi si guarda bene dal dire che ha ragione Salvini, preferendo indicare il presidente dell’Emilia-Romagna: «Io la penso come Stefano Bonaccini: è ovvio che vada rivisto il coprifuoco delle 22. Lo sanno tutti e privatamente lo dicono tutti: così non ha senso. Dunque, nei prossimi giorni il coprifuoco andrà tolto o l’orario prolungato». Poi, aggiunge il riferimento a Salvini: «Regalargli questa battaglia è un errore politico di quelle forze di maggioranza che immaginano un Papeete2. Pensano che - provocandolo sul coprifuoco - cada nel tranello e reagisca d’impulso, uscendo dalla maggioranza. Ma Salvini non ci pensa neppure, la lezione del 2019 gli è bastata e avanzata». —
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