Il clan gestiva il bar del Palazzo di Giustizia
potenza. Si erano infiltrati nella gestione del bar del palazzo di Giustizia di Potenza quale segno di audace auto-affermazione in un luogo simbolico. Quei locali ora sono sotto sequestro. Inoltre l’organizzazione aveva la capacità di condizionare la pubblica amministrazione e gli appalti, e di commettere estorsioni contro imprenditori e commercianti. L’operazione Iceberg, condotta dalla squadra mobile di Potenza, ha portato all’arresto di 17 persone che facevano parte di una organizzazione mafiosa radicata nel territorio della provincia. Accanto alle 17 misure cautelari, è scattato anche il sequestro preventivo delle quote e del complesso aziendale delle società “Bar del Tribunale srl” e “Gioca e Vinci srls”. Le indagini sono durate due anni durante i quali il materiale investigativo acquisito, composto tra l’altro da intercettazioni, dichiarazioni di testimoni e collaboratori di giustizia, sopralluoghi, acquisizioni documentali, riscontri, pedinamenti, ha mostrato la piena operatività del sodalizio e la sua endemica compenetrazione nel tessuto istituzionale e imprenditoriale del Potentino.
Le indagini hanno dimostrato come le società che dal 2017 si sono succedute nella gestione del servizio di bar-caffetteria nel Palazzo di giustizia di Potenza, sebbene intestate a prestanomi fino allo scorso mese di novembre secondo un turn over utile a schermare efficacemente l’interposizione, siano state fino ad oggi gestite, di fatto, da soggetti appartenenti o comunque contigui al sodalizio. —
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