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Le spiagge sono tutte aperte ma ancora manca la sabbia

Annarita Bova
Le spiagge sono tutte aperte ma ancora manca la sabbia

La Regione ha iniziato in questi giorni i lavori di ripascimento partendo da nord «Non possiamo sistemare ombrelloni e lettini, oltre al danno la beffa» 

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lido nazioni. La bella notizia è che gli stabilimenti balneari sono aperti e non si dovrà dunque aspettare il 15 maggio per concedersi qualche ora in spiaggia (tempo permettendo). La brutta notizia, che non può mancare, è che per alcuni gestori di Bagni non sarà ancora possibile sistemare la spiaggia almeno fino alla metà di maggio. Il motivo è semplice: la Regione ha iniziato adesso i lavori per il ripascimento. Le ruspe sono all’opera a Lido Volano in questi giorni, e così i balneari di Scacchi, Pomposa, Nazioni e della parte sud di Lido Spina dovranno pazientare. Ancora.

il problema

Da un lato è vero che avendo come indicazione la metà di maggio, forse i tecnici regionali hanno fatto i conti non pensando che le cose potessero cambiare, dall’altro «di tempo ne hanno avuto in abbondanza, avrebbero già dovuto consegnare il cantiere il mese scorso, se è per quello», tuonano dal litorale.

Dieci giorni fa sono iniziati i lavori sulle sponde del Logonovo (si dovrà adesso procedere con il tanto atteso escavo), i campioni di rena sono stati portati ad analizzare, così come previsto dalla normativa ed è arrivato il via libera per il ripascimento. I primi camion sono quindi partiti per Lido di Volano, dove la spiaggia era stata mangiata dal mare in maniera importante con almeno due file di ombrelloni perse. «Va posizionata, stesa, lavorata e solo quando sarà ben compatta potremo iniziare a piantare gli ombrelloni», spiegano i gestori dei Bagni. Negli altri Lidi scalpitano.

i tempi

«Quando ci hanno detto che avremmo potuto aprire, abbiamo quasi fatto i salti di gioia. Non c’è e non ci sarà certo il caldi di luglio ma già da maggio la gente viene al mare, apre le case e in particolar modo nel fine settimana si lavora anche bene. Ed è brutto, molto brutto dare l’immagine di uno stabilimento che rispetto agli altri è ancora indietro perché non tutti sanno come funziona e come vanno le cose. Ma possibile, possibile che si debbano sempre scalare montagne per lavorare in questo Paese? ».

L’appello è quello di provare ad accelerare anche se a rallentare il tutto sono le analisi sui campioni di sabbia che viene prelevata perché, per quanto sia poi sempre la stessa, la legge parla chiaro e viene fornito un quadro minimo dei parametri da analizzare in qualunque contesto, a cui vanno aggiunti ulteriori parametri qualora non si possa escludere la presenza di particolari forme di inquinamento.

Oltre alle analisi fisico-chimiche risulti necessario effettuare anche indagini ecotossicologiche per poter stimare correttamente il rischio ambientale legato alla movimentazione dei sedimenti. «Sul fatto che la sabbia vada analizzata non ci sono dubbia, anche perché per noi è fondamentale che sia pulita, ci mancherebbe altro. Solo che non si può arrivare sempre a stagione iniziata. Covid o non Covid non è la prima volta che ci troviamo in questa situazione. Per non parlare del fatto che aspettiamo le “grandi opere” ormai da anni: a che punto siamo? Quali sono le nostre prospettive? Qualcuno, a questo punto, dovrebbe venire qui e parlare chiaramente. —

Annarita Bova

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