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Nella Cra Quisisana di Ostellato, dove nei giorni scorsi si è acceso un focolaio una dozzina di casi positivi, sono state subito attivate le procedure di isolamento. I contagi sono emersi dai controlli di routine. «Siamo stati tratti in inganno dal buono stato di salute degli anziani», spiega la coordinatrice.
Dopo oltre un anno di lotta contro la pandemia senza aver avuto nessun caso di Covid-19, anche la Cra Quisisana Ostellato conferma di aver registrato i primi positivi, come ormai accaduto in molte strutture. La direzione e tutto lo staff, uniti nella lotta al Coronavirus, hanno spiegato che durante il controllo di routine previsto obbligatoriamente dai protocolli interni della Cra e con la supervisione dell’Ausl, ha riscontrato 12 casi positivi. Un focolaio “sommerso” considrato lo stato di salute degli anziani che non davano nessun segno di malessere ed erano quasi tutti asintomatici. Questo ha reso più difficile intervenire nei tempi giusti, così i primi ad aver contratto il virus hanno potuto infettare gli altri componenti della comunità in assoluta libertà.
«Abbiamo avuto la massima collaborazione da parte dell’Asl che da subito ci ha supportato nel fronteggiare l’infezione anche in ragione dell’eccezionalità del fatto – spiega la coordinatrice– Abbiamo fatto i vaccini tra gennaio e febbraio e mantenuta alta l’attenzione». Oggi, spiegano dalla Cra, le procedure sono di isolamento nelle camere dell’intera comunità ospite, compresi i non positivi, al solo fine di tutelarli; i contatti attraverso videochiamate con i familiari sono quotidiani, c’è una discreta tranquillità, minata solo dalla voglia di uscire e partecipare alle tante attività che ogni giorno sono presenti all’interno della struttura ma sarà necessario attendere ancora qualche settimana per tornare alla normalità. —
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