Sorpresa sotto terra Dall’antica pieve riemerge un cippo
Sono ripresi gli scavi archeologici nella zona di via Ariosto Il ritrovamento viene datato al periodo rinascimentale
Coccanile. Neppure la pioggia ha potuto ostacolare l’inizio dei nuovi scavi archeologici in via Ariosto a Coccanile. Dopo l’intervento di messa in sicurezza di un tubo dell’acqua da parte del Cadf, nel corso della mattinata di ieri ha preso il via l’indagine che si propone di individuare l’estensione totale dell’antica pieve rinvenuta nel 2019 nel canale Naviglio.
La campagna di scavo, sostenuta dall’amministrazione comunale di Copparo, è affidata all’archeologa Flavia Amato, che viene affiancata dagli infaticabili e appassionati volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese, a cui ha fatto visita il sindaco Fabrizio Pagnoni.
il cippo a mezzo metro
Le operazioni hanno subito riservato un primo inatteso ritrovamento: a una profondità di soli 50 centimetri, infatti, è emerso un cippo che poggia su uno strato di interesse storico. Al di sotto di 15 centimetri di stabilizzato, delle macerie stradali e del limo è stato individuato un livello di interesse storico e qui il manufatto stradale lavorato a mano. Il cippo non è in relazione con l’edificio di culto, ma è più tardo: si ipotizza possa risalire al periodo rinascimentale. Per determinarne la datazione si è provveduto alla pulizia del livello, con il preciso obbiettivo di individuare eventuali resti ceramici che ne attestino l’epoca di appartenenza.
indietro nei secoli
Si procederà quindi con le stratificazioni successive alla ricerca l’angolo del fronte dell’antica pieve risalente al V-VII secolo, di cui erano già stati rinvenuti i resti dell’abside, con un plinto di colonna della navata centrale, e dodici sepolture a inumazione, i cui corredi hanno consentito di definire la pieve come una delle più antiche della provincia di Ferrara. La campagna di scavi era avvenuta due anni fa, curata da Soprintendenza archeologica e Gaf, col supporto della Bonifica.
Le sopravvenute modifiche del corso d’acqua avevano poi fatto abbandonare la struttura intorno al IX secolo, con il trasferimento nella “nuova” pieve, scavata l’estate scorsa nei campi di Coccanile. —
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