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POGGIO RENATICO 

Serve il difensore civico per vedere i documenti

L’opposizione da sei mesi chiedeva di accedere al protocollo «Mai nessuna risposta, questa non è proprio trasparenza»

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POGGIO RENATICO. Il gruppo consiliare di opposizione poggese, SìAmo Poggio, ha dovuto ricorrere al difensore civico per poter accedere ai dati del protocollo informatico da remoto, dopo che - a detta loro - dallo scorso ottobre fino allo scorso 22 aprile, giorno del pronunciamento del difensore civico, tale proposta è stata osteggiata dall’amministrazione comunale. «A ottobre - spiegano i componenti del gruppo - abbiamo chiesto all’amministrazione comunale la possibilità di accedere ai dati di sintesi del protocollo informatico con modalità da remoto, quale esercizio del diritto di accesso alle informazioni, dati e documenti riconosciuto dalla legge ai consiglieri comunali per l’espletamento del proprio mandato, cui fa seguito una comunicazione ufficiale in cui, a chiare lettere, si conferma l’attivazione in tempi brevi. Sono decorsi sei mesi di silenzio assoluto e nessuna risposta a fronte di ben quattro comunicazioni scritte di reclamo, con il risultato che a più di 100 giorni dall’accoglimento dell’istanza, la visione dei dati da noi richiesta non è consentita, né viene adottata alcuna forma sostitutiva d’accesso».

DIFENSORE CIVICO

Da lì la decisione di rivolgersi al difensore civico: «Il perdurare dell’assenza di comunicazioni da parte del Comune circa difficoltà o criticità tecniche o informatiche tali da ritardare l’accesso ai dati richiesti, la mancanza di considerazione e di rispetto dimostrati dall’amministrazione verso la nostra legittima richiesta, ci ha spinto a questa decisione. E così il 22 aprile ci è stata riconosciuta la legittimità della richiesta di esercizio del diritto di accesso ai dati di sintesi del protocollo e la fondatezza delle nostre ragioni, precisando non solo che le perduranti misure restrittive per gli spostamenti e per lo svolgimento delle attività in presenza per il contrasto alla pandemia di Covid rendono la modalità di accesso da remoto assolutamente prioritaria, ma pure che il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione in atto comporta che le amministrazioni assicurino la disponibilità, l’accesso e la fruibilità delle informazioni in modalità digitale e si organizzino a tal fine».

VERSO UNA SOLUZIONE?

A seguito di questa decisione del difensore civico, ora l’amministrazione comunale poggese sarà “costretta” a risolvere il problema nel minor tempo possibile, ma resta chiaramente la rabbia della lista di opposizione: «Un’amministrazione trasparente mette a disposizione i dati ai consiglieri e risponde alle richieste di consiglieri e cittadini in termini ragionevoli. Invece, un’amministrazione che ostacola l’uso legittimo degli strumenti da parte dei consiglieri o che cerca di escluderli dai tavoli di confronto non è coerente con i principi di collaborazione e condivisione, che i tutti i cittadini del nostro Comune meritano. Il difensore civico ha invitato l’amministrazione a provvedere “tempestivamente”, ma a distanza di una settimana dall’invito, il nostro gruppo sta ancora aspettando», concludono dalla lista. —

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