Tragedia alla festa ebraica In 45 muoiono nella calca
Il crollo di una gradinata ha causato il panico fra i centomila fedeli, 150 feriti Appelli attraverso le radio e le televisioni per avere notizie di parenti dispersi
gerusalemme. Una delle feste ebraiche più sentite si è trasformata in tragedia. Una gigantesca e precipitosa fuga durante un pellegrinaggio nel nord di Israele ha provocato almeno 45 morti. Il drammatico incidente è stato innescato dal crollo delle gradinate che ospitavano i pellegrini, soprattutto ebrei ortodossi, con i soccorritori che si sono trovati immersi in una folla caotica mentre cercavano di evacuare le persone schiacciate o contuse.
Il disastro è avvenuto a Meron nel sito della famosa tomba di Rabbi Shimon Bar Yochai, un saggio talmudico del secondo secolo, dove gli ebrei ultra-ortodossi celebrano la festa di Lag Ba’Omer. L’ultimo bollettino del Magen David Adom, l’equivalente israeliano della Croce Rossa, parla di oltre 150 feriti, di cui sei in condizioni critiche e diciotto in condizioni gravi. Oltre 250 ambulanze e sei elicotteri sono arrivati sulla scena per evacuare i feriti.
Un ospedale da campo è stato allestito sul posto. La polizia israeliana e i soldati hanno lavorato per portare altrove i feriti e sgomberare la folla. Il servizio telefonico nella zona si è interrotto mentre migliaia di persone cercavano di contattare i servizi di emergenza.
La ricorrenza religiosa è uno degli eventi più attesi e di conseguenza più affollati in Israele, con il numero di partecipanti che in passato ha superato il mezzo milione di persone. Chiuso l’anno scorso a causa delle restrizioni del coronavirus, il pellegrinaggio di quest’anno doveva essere un evento celebrativo anche delle ampie riaperture nel Paese grazie al successo della vaccinazione.
Ed è stato il più grande raduno pubblico dall’inizio della pandemia: secondo alcune notizie, c’erano tre volte più persone di quelle autorizzate. Le autorità avevano consentito la presenza di diecimila persone nel recinto della tomba ma, secondo gli organizzatori, sono stati noleggiati più di 650 autobus in tutto il Paese, vale a dire almeno trentamila persone, mentre la stampa locale riportava la presenza di centomila persone. I mezzi di comunicazione del Paese, soprattutto radio e televisioni, ieri hanno trasmesso a ripetizione appelli di persone che cercavano informazioni sui propri cari che risultava ancora dispersi. Nelle foto successive alla tragedia sono stati immortalati molti oggetti perduti durante la ressa: dai telefonini ai cappelli, dalle scarpe ai giubbotti. È stato infine lanciato un appello affinché, chi fosse in condizione di farlo, donasse sangue per aiutare le strutture che hanno accolto i feriti. Immediate le polemiche sulle misure di sicurezza e sul comportamento della polizia. —
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