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Allarme asparagi Falsa partenza per la produzione con le gelate di aprile

Andrea Tebaldi
Allarme asparagi Falsa partenza per la produzione con le gelate di aprile

La raccolta ritardata dovrebbe concludersi a giugno Dopo lo stop, da pochi giorni si è ripartiti a pieno regime

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Le grandi gelate che nelle scorse settimane si sono abbattute sulle campagne ferraresi hanno letteralmente congelato anche la produzione di asparagi.

«Abbiamo rischiato grosso – è il commento di Confagricoltura Ferrara – dopo una mancata partenza, ora la campagna dell’asparago è partita a pieno ritmo e si concluderà, se tutto andrà bene, intorno ai primi di giugno. Le temperature invernali protratte per giorni, di fatto avevano bloccato lo sviluppo e la produzione di questa eccellenza del nostro territorio. Sono circa 600 gli ettari destinati in Emilia Romagna alla coltura, dei quali oltre la metà coltivati a Ferrara. Già lo scorso anno la raccolta era stata ritardata a causa della siccità e di sbalzi termici primaverili, ma quest’anno le gelate notturne e il perdurare di temperature invernali hanno superato ogni più infausta aspettativa. Fortunatamente la settimana scorsa, caratterizzata da bel tempo e da temperature miti, ha avviato la produzione, che peraltro ha un periodo di raccolta alquanto limitato. Inoltre la riapertura di ristoranti e alberghi amplierà la platea dei fruitori e grazie alla possibilità di spostarsi liberamente, saranno facilitate anche quelle aziende che effettuano la vendita diretta, altrimenti penalizzate dai mancati spostamenti».

I produttori

Giorgio Donati, dell’azienda biologica Cà de Bartoli di Porotto, produce asparagi e prodotti bio che vende ai mercati e conferisce a Natura Sì. «Ad aprile sono mancate solo le locuste – afferma Donati con una battuta – Le gelate hanno bloccato le asparagiaie quando ormai eravamo in procinto di raccogliere e a noi produttori altro non è rimasto che togliere i turioni, gelati per alcuni centimetri anche sotto il terreno. Le temperature minime succedutesi a più riprese hanno fatto il resto: ciò che si era salvato alle prime gelate non è sopravvissuto a quelle successive. Una gelata tardiva come quella dello scorso anno può essere anche messa in preventivo, ma catastrofica come quella di quest’anno davvero è giunta inaspettata. Confidiamo nel mese di maggio, che insieme alle riaperture porti con sé temperature miti. Abbiamo iniziato a raccogliere dopo il 20 aprile e speriamo di chiudere a fine maggio/primi di giugno. Ma se l’asparago è in ritardo, il disastro è sulla frutta – aggiunge Donati – niente ciliegie e neppure albicocche: quest’anno zero. Hanno subito danni anche le pere e le mele, in particolare quelle che erano già in piena fioritura, sulle altre varietà dovremo attendere per quantificare i danni subiti. Al di là del mancato guadagno, la cosa che fa male è che quest’anno si era presentata una fioritura abbondante e bellissima».

Ercole Argentesi, titolare della omonima azienda agricola associata a Confagricoltura, coltiva asparagi nelle Valli del Mezzano, zona particolarmente vocata a questa produzione. La sua esperienza di produttore è più che ventennale.

«Produco asparagi su circa 8 ettari, ma con le gelate e il conseguente raffreddamento del terreno per diversi giorni, ai primi di aprile si sono bruciati tutti i turioni già in superficie, inoltre con queste condizioni termiche le “zampe” non sviluppavano le gemme che generano nuovi turioni. Un solo operaio era sufficiente per raccogliere quel poco di prodotto che si è salvato. Siamo all’inizio della raccolta, mi auguro che le condizioni climatiche restino favorevoli, la pioggia degli ultimi giorni è stata certamente molto utile. Da qualche giorno siamo ripartiti a pieno ritmo grazie ai tepori e al bel tempo e vediamo che da un giorno all’altro i turioni si moltiplicano. Speriamo almeno di poter prolungare il raccolto così da recuperare almeno in parte ciò che è andato perso nella prima fase». —

Andrea Tebaldi

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