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l’appello deI lEGALi 

«Chi sa parli. Il paese non stia zitto»

An.Bo.
«Chi sa parli. Il paese non stia zitto»

L’assassino ha sparato più volte: «Era domenica e pieno giorno. Non è possibile che nessuno abbia sentito i colpi»

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ro. Gli avvocati delle famigle o e Riccardo Benazzi, Denis Lovison e Massimiliano Sitta, lanciano un appello a tutti i cittadini di Rero: «Parlate, non abbiate timore di telefonare ai carabinieri».

Ieri mattina i legali delle famiglie dei cugini uccisi il 28 febbraio hanno effettuato un sopralluogo sul luogo del delitto. «Dario e Riccardo sono stati uccisi a colpi di fucile - precisa Lovison -. Chi ha sparato lo ha fatto più e più volte e non possono essere stati dei cacciatori, perché la caccia in quel luogo è vietata. Qualcuno deve aver sentito, per forza».

Era una bella giornata di sole, domenica 28 febbraio. La strada che attraversa Rero è poco trafficata e in tanti vanno a messa e poi al cimitero, che si trova a poche centinaia di metri dal punto in cui i corpi, carbonizzati, sono stati trovati.

la richiesta

«È importante che chi sa parli - sollecita Lovison -. Anche in forma anonima, basta dare qualche indicazione in più. Due persone sono state uccise, ci sono figlie, mogli e nipoti che chiedono giustizia. Oltre a esserci un assassino in giro da oltre due mesi. Ripeto, non è una cosa che può essere passata inosservata».

Il rimbombo dei colpi di arma da fuoco, in pieno giorno, la macchina in fiamme che tutti hanno potuto vedere «e certamente qualcuno che a e viene, che si sposta. Nei paesi si sa sempre tutto di tutti, Rero non può fare eccezione». Due amici, forse. Ma molto più probabilmente persone legate da un legame di sangue forte a tal punto da arrivare a non tradirsi anche se messi alle strette.

Un padre che difende un figlio e cerca di aiutarlo in tutti i modi. O viceversa. «Aiutateci a dare un nome e un volto all’assassino e ai responsabili di questo orrore». —

An.Bo.

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