L’auspicio di Fabbri: «Poter lavorare in piena sicurezza»
Anche quest’anno il Primo Maggio è in mesi segnati dall’onda lunga della pandemia. La crisi Covid ha posto in maniera ancora più urgente la questione del lavoro.
«L’emergenza virus - dice il sindaco Fabbri - ha innescato anche l’emergenza economica e occupazionale. Emergenza a cui abbiamo cercato di far fronte con diverse misure: abbiamo promosso bandi per il sostegno alle attività più duramente colpite, stanziando quasi due milioni di euro, abbiamo lanciato un maxipiano da 850mila euro per le imprese, altri 600mila euro per il turismo, abbiamo riacceso subito i motori dell’offerta culturale e turistica della città che – per numero di mostre ed iniziative oggi si pone ai vertici nazionali –, ma affinché la ripartenza possa dirsi veramente tale abbiamo bisogno che a chi produce lavoro sia data la possibilità di poter lavorare, in pienezza e in sicurezza. Abbiamo bisogno che la burocrazia estenuante che grava su chi fa impresa sia radicalmente sfoltita.
«Abbiamo bisogno che a bar, ristoranti, sia data la possibilità di tornare ad accogliere persone, anche in luoghi al chiuso, con tutte le garanzie e le attenzioni del caso, anche considerando l’indotto e la ricaduta che questo genera su altri settori, dal primario al terziario. Abbiamo bisogno che le palestre, le piscine, lo sport in genere, possano tornare pienamente in funzione. C’è bisogno di coraggio e responsabilità, ad ogni livello istituzionale. Rinnovo il mio pensiero a chi, in questi mesi difficili, è stato travolto dalla crisi, il mio ringraziamento al personale medico e sanitario, alle forze dell’ordine, alle commesse e ai commessi, a tutti coloro che – in tempi difficili ed esponendosi al rischio – hanno lavorato giorno e notte per prestare servizio alla comunità. Non serve la retorica, serve il realismo: dobbiamo dirci che sarà un altro anno non facile e che bisognerà mettere in campo nuove strategie per la ripresa. Mai come oggi serve, e servirà, unità, collaborazione, voglia di fare e di cooperare per obiettivi comuni e massimamente prioritari: superare la pandemia, rilanciare il lavoro e creare sviluppo». —
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