«Quel giorno c’era il sole Il cielo era limpidissimo»
Ieri ha voluto esserci anche la figlia di Riccardo
la storia
Sara Benazzi è la figlia di Riccardo. Una ragazza forte, o che tale deve mostrarsi per forza di cose. A lei la vita non ha fatto sconti e ha sempre presentato un conto alto, altissimo. Ha perso suo fratello in un incidente stradale e oltre al proprio, incolmabile, dolore, si è portata sulle spalle quello tremendo di due genitori che perdono il figlio. Uno strazio tale che nelle lingua italiana non è mai stato individuato nemmeno un termine lontanamente adatto a raccontare. Ma Sara ieri mattina ha voluto esserci. Come dall’inizio di questa tremenda storia, ha misurato le parole e lacrime: «Aspetto solo la verità. Voglio sapere, come e perché mio padre e suo cugino Dario sono stati ammazzati».
la compostezza
Capelli nerissimi e lunghi, passo deciso e aria di chi non abbassa mai lo sguardo. La figlia di Riccardo Benazzi è stata accompagnata sul luogo del delitto, ha guardato ed ascoltato. Ha poi scelto di camminare nel fango fino al punto in cui le vittime sono state trovate, ripercorrendo passo dopo passo quella strada che forse due mesi fa era stata fatta fare ai due cugini. «C’era il sole in qui giorni - ricorda mentre va avanti -. Il cielo era limpidissimo e la terra secca. Era fine febbraio ma sembrava primavera. I campi non erano arati e si poteva arrivare fin sull’argine tranquillamente».
Lo sa perché è stata chiamata lei per il riconoscimento, è lei che è corsa quella notte di fine febbraio ed è sempre lei che ha fatto tutto alla domenica mattina e nei giorni successivi. E adesso deve capire, deve sapere per provare a darsi pace. —
An.Bo.
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