Una strategia innovativa per prevenire la parodontite
Prevenire e personalizzare la strategia terapeutica della parodontite, malattia infiammatoria cronica tra le più diffuse a livello mondiale, è possibile.
A confermarlo lo studio di Andrea Baraldi, neo-dottore in Igiene Dentale dell’Università di Ferrara, che segna una tappa importante di un filone di ricerca a cui si dedica ormai da 14 anni il Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio delle Malattie Parodontali e Peri-implantari di Unife, guidato dal Professor Leonardo Trombelli.
Allo studio di Baraldi, valutato tra più di 600 lavori scientifici provenienti dalle Scuole di Odontoiatria e Igiene Dentale di tutto il Paese, è stato riconosciuto il premio nazionale per il miglior lavoro scientifico nella disciplina di Parodontologia, in occasione del 28° Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti Universitari di Discipline Odontostomatologiche.
Alla Commissione Scientifica, Baraldi ha presentato i risultati di uno studio su PerioRisk, metodo proposto nel 2007 dal gruppo di ricerca del Prof. Trombelli per la stima del rischio di insorgenza e progressione della parodontite. I risultati hanno consentito di mostrare, nel paziente trattato per parodontite, le modalità con cui la perdita dentaria si associa alla frequenza annuale delle sedute di terapia di supporto e al livello di rischio stimato con PerioRisk.
«I risultati dello studio del Dottor Baraldi supportano ulteriormente l’utilizzo clinico di PerioRisk nella gestione del paziente con parodontite - spiega il professor Trombelli, direttore della Unità Operativa Complessa di Odontoiatria Provinciale Ausl di Ferrara e Direttore del Centro di Ricerca - «L’evidenza scientifica prodotta in questi anni ci ha consentito di dimostrare la validità di questo strumento nella stima delle probabilità di insorgenza e progressione della parodontite. PerioRisk è, peraltro, di semplice e immediato utilizzo in tutti i pazienti che si rivolgono alla nostra Unità Operativa per una valutazione parodontale. Questo studio rappresenta un’importante svolta, poiché ci ha fornito preziose informazioni in merito a come personalizzare la terapia parodontale nei pazienti con parodontite, in modo che questi ultimi possano mantenere i propri denti nel lungo periodo». —
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