Figlio positivo, la madre non lo sa «Sono genitore solo per la sanità»
Il caso di una donna assolta dopo anni dall’accusa di maltrattamenti «Ho la potestà ma non ricevo informazioni, neppure delle malattie»
LA STORIA
Di questa vicenda avevamo parlato lo scorso febbraio, quando una madre ferrarese era stata assolta dall’accusa di maltrattamenti (perché il fatto non sussiste) ai figli dopo cinque lunghi anni, nei quali ha visto allontanarsi i figli come detto ingiustamente e nel frattempo nulla è cambiato. Eppure, a questa vicenda giudiziaria molto discussa a Ferrara, iniziata nell’autunno del 2015, si è aggiunto un ulteriore tassello: la scoperta del contagio da Covid di uno dei due figli attraverso la telefonata dei servizi sanitari. Fatto di cui la mamma non era a conoscenza perché chi in questi anni ha avuto e ha ancora la custodia dei figli neppure l’ha avvisata... «Mio figlio minorenne è risultato positivo al Covid - ci conferma la donna - e io ne sono venuta a conoscenza tramite un’imbarazzante telefonata dei servizi sanitari che mi chiedevano notizie sullo stato della sua salute. Telefonata a cui io, sconcertata, non ho potuto rispondere perché mio figlio non lo vedo e non mi vengono date notizie neppure relative alla sua salute, alla sua istruzione ed educazione. Oltre a ribadire il fatto che non vive con me».
RABBIA E DELUSIONE
Quello della madre ferrarese è uno sfogo comprensibile: «Non sono stata avvisata da nessuno: ovviamente non dalla famiglia che mi tiene lontani i figli e non perde occasione per affermare diritti che non ha, tantomeno dai servizi sociali che hanno l’obbligo di comunicarmi ogni informazione relativa alla vita dei miei figli, poiché io ne detengo ancora la piena potestà genitoriale. Perché vorrei ricordare che non è stato emesso nei miei confronti alcun provvedimento limitativo o di decadenza ed essendo ora pienamente scagionata dalla terribili accuse rivoltemi strumentalmente».
«Chiedo a tutti i ferraresi che hanno figli - continua - come si sentirebbero scoprendo per puro caso, e da estranei, che questi sono stati contagiati dal coronavirus».
Ma questo episodio è solo la classica goccia: «Fra l’altro questa circostanza per me allucinante non è unica: non mi è stato comunicato quando mio figlio recentemente è stato coinvolto in un incidente stradale mentre era in automobile con la persona presso cui è collocato, nessuna informazione quando gli sono stati diagnosticati grossi problemi di salute, persino un suo ricovero d’urgenza mi è stato comunicato con colpevole ritardo. In quest’ultima occasione, poi, le mie visite in ospedale sono state programmate rare, ridotte e addirittura vigilate con una giustificazione non sense della responsabile di Asp. Quello che so di ciò che accade ai miei figli lo scopro casualmente e ogni scelta l’ho dovuta accettare a posteriori, mai ho potuto esprimere il mio parere. La cappa punitoria del silenzio è un elemento costante di questa mia dannazione». —
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