L’amministratore: occhio alle difformità ma c’è “terrorismo”
Circola «tanto terrorismo» tra proprietari di villette e condomini sui rischi del superbonus, a partire dalle cifre astronomiche in ballo e dai controlli dell’Agenzia delle entrate, ma «la cosa importante e fare informazione ed assicurarsi che tutti siano a piena conoscenza delle eventuali difformità del proprio appartamento». A chiarirlo è Antonio Gallerani, amministratore condominiale con otto interventi in corso tra Ferrara e Copparo, e vicepresidente nazionale dell’associazione di categoria Anaip. Per il superbonus, ricorda, sono un problema anche un’altezza delle stanze difforme del 5% dallo standard, o un balcone verandato: se non si è perfettamente in regola, bisogna partire con una richiesta di sanatoria e tutto si complica. L’Agenzia delle entrate si è presa otto anni per controllare, ma in realtà il periodo a rischio inizia quando l’azienda realizzatrice deposita il credito. È v ero che non tutte le spese sono detraibili? «Sì, ad esempio spesso bisogna fare lavori in superfici non riscaldanti, come piani terra con garage o balconi, e tutto quanto non rientra nel miglioramento delle classi energetiche sta nel bonus 90: si tratta in media di 200-350 euro ad appartamento» spiega Gallerani. Il vero problema sorge se l’impresa fallisce e c’è stata la cessione del credito: i lavori realizzati vanno comunque pagati e per la detrazione l’intervento va completato.
La strada più certa, è il parere dell’amministratore, passa per lo sconto del 100% della fattura a fronte della cessione totale del credito all’impresa, che quindi trae il proprio vantaggio dalla gestione del margine fiscale. «Ma ho sentito assemblee dividersi sulla manutenzione dei pannelli solari, che è veramente minima» conclude l’amministratore. —
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