Mafia nigeriana Il pm: rinviateli a giudizio
Entra nel vivo il processo nell’aula bunker della Dozza di Bologna per 32 membri nigeriani del clan Arobaga/Vikings. Il gup Francesca Zavaglia che dovrà decidere se accogliere il processo richiesto dalla procura antimafia. Il pubblico ministero Ceroni ha chiesto il rinvio a giudizio per chi non ha scelto l’abbreviato. Le accuse sono pesanti e vanno dall’associazione mafiosa al traffico di droga, alle violenze, ricatti ed estorsioni.
Le indagini
Migliaia di intercettazioni che gli uomini della Squadra mobile di Ferrara hanno raccolto per incastrare capi, capetti e gregari. Un lavoro durato due anni che ha visto gli uomini dell’Antidroga della squadra mobile di Ferrara analizzare e inquadrare il fenomeno dei clan nigeriani in città. Collegandosi con le altre squadre mobili di tutta Italia, visto che nell’ottobre scorso quando scattò il blitz furono oltre 60 gli arresti nel Nord Italia. Il prossimo appuntamento della fase processuale prevede domani la decisione da parte del gip sulla tesi del pubblico ministero di rinviare a giudizio gli imputati che non hanno scelto riti alternativi. Se non si arriva in tempo il pronunciamento del giudice per le indagini preliminari potrebbe slittare anche al prossimo 10 giugno.
Le tappe
Il 30 luglio 2018 è la data spartiacque delle indagini sui clan nigeriani: quel giorno, in un agguato in via Morata, Stephen Oboh, capo degli Eye, viene massacrato con machete, catene e bastoni. Si salverà. Dalle indagini arriva la svolta sulla criminalità nigeriana.
Dopo due anni di indagini, il 27 ottobre scorso, scatta il blitz antimafia che ha decapitato il clan degli Arobaga/Vikings, in mezza Italia: per la prima volta viene contestato il reato di associazione mafiosa ad una organizzazione criminale nigeriana a Ferrara. —
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