La Nuova Ferrara

Ferrara

Il lutto 

Sentito cordoglio in città per la scomparsa di Cecilia Mattioli

Matteo Bianchi

Si è spenta a 50 anni per un male incurabile Il dolore del marito: ha sofferto dolori indicibili e arrivava a consolare chi le stava vicino

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Quando muore una persona cara, per quanto ci si senta pronti a dirle addio di fronte al suo calvario, in un istante se ne va tutto il passato vissuto insieme, che riaffiora per imprimersi e non andarsene più.

Ieri mattina Cecilia Mattioli si è spenta a 50 anni nell’hospice dell’Ado. Laureatasi in Lettere classiche all’Università di Bologna, ha lavorato per quasi un decennio con una catena di librerie che l’ha portata in giro per l’Italia, permettendole di conoscere molte persone e di dedicarsi a un oggetto che ha sempre amato, il libro.

Passione per i libri

Era una libraia per vocazione: i ferraresi non dimenticheranno i suoi consigli appassionati di lettura su Radio Lattemiele o sul suo blog, Cemattio.com. Da una margherita a un angolo in ombra del centro, mancherà il suo dispensare entusiasmo. Il suo era uno sguardo umile e comprensivo sulla realtà, uno sguardo accogliente specie nei confronti delle parole altrui e dei sentimenti che racchiudevano. Dal 2004 al 2016 lavorò per Coop Alleanza 3.0 come direttrice di punto vendita, per poi passare all’interno della direzione Politiche Sociali e collaborare alle attività di educazione al consumo consapevole che la cooperativa svolge tuttora con le scuole di ogni grado.

Il ricordo del marito

«La notizia terribile è arrivata due anni fa, quando a seguito di alcuni accertamenti per un dolore alla schiena emerse una macchia nera – racconta il marito Riccardo Scandellari – Cecilia ha sofferto dolori indicibili, ma non ha mai perso la speranza arrivando persino a consolare chi le era vicino. Ha dimostrato un coraggio e una forza d’animo che io non avrei trovato».

A non risparmiarla è stato lo stesso male che colpì Steve Jobs, ma che fino alla fine non è riuscito a privarla del sorriso: «Chi sono diventato e quello che ho realizzato lo devo anche a lei. Eravamo affiatati e non c’era situazione che non condividessimo, nel bene e nel male – conclude il marito – L’amore prevale sul dolore sempre, questa è l’unica cosa di cui sono certo». —

Matteo Bianchi

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