Caricento-Credem I sindacati: nulla si sa di filiali e dipendenti
All’attuale stato delle trattative per il passaggio di Caricento al gruppo Credem, «non è dato sapere né la sorte delle filiali esistenti e degli uffici di Direzione generale da Cento, né quali tutele saranno previste in materia di mobilità territoriale e professionale». Lo scrivono in tono preoccupato le sigle sindacali Fabi, First Cisl e Fisac Cgil, secondo le quali «ad oggi è chiaro soltanto che s’intende tagliare pesantemente aspetti economici e normativi consolidati da tantissimi anni e risalenti agli accordi nazionali Acri».
Dell’Associazione di Fondazioni e Cassa di risparmio, ricordano i sindacati, è di recente diventata consigliera Raffaella Cavicchi, presidente della Fondazione Caricento, che sta appunto trattando con Credem la cessione della banca. È proprio nei suoi confronti che monta la polemica da parte dei rappresentanti dei lavoratori. La presidente ha infatti «declinato» l’invito ad un incontro con i sindacati, «per le “diverse competenze” fra i rappresentanti dei lavoratori le la funzione della Fondazione - riportano Fabi, First e Fisac - Evidenziamo che la Fondazione non ingerisce nella gestione operativa della banca, ma dovrebbe essere chiaro che ha il dovere di vigilare affinché l’istituto di credito abbia “l’obiettivo di contribuire allo sviluppo economico”», e i 400 dipendenti di Caricento fanno parte di quest’ambito.
I sindacati sollecitano ancora l’incontro e ringraziano invece il sindaco e il Consiglio comunale di Cento per la «grande disponibilità ad un dialogo costruttivo». —
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