«Sono orgoglioso di aver avuto un figlio speciale come te»
Ieri la cerimonia funebre del 49enne morto in un incidente L’ultimo saluto alla Pieve con le canzoni di Vasco
SAN VITO. Un cerimonia semplice e molto forte, quella che la famiglia di Cristiano Arlotti ha voluto per l’ultimo saluto all’uomo con la battuta pronta e il sole dentro.
Ieri pomeriggio nell’antica Pieve di San Vito, sulle note delle più belle canzoni di Vasco si è svolto un breve ma intenso saluto al 49enne motociclistica originario di Portomaggiore, dove era impiegato come cassiere alla Coop, morto in un incidente stradale davanti al cimitero, mentre stava tornando a casa dalla compagna e della figlia di appena 14 anni a Bando di Argenta.
il dolore
Cristiano Arlotti era «un matto in senso buono. Era energia, allegria, amava tutto quello che faceva», come ricordano gli amici, ed era molto conosciuto anche a Ostellato. Ieri tantissime persone hanno voluto salutarlo (rispettando le norme anticovid e in mascherina) dargli un ultimo abbraccio nel piazzale antistante la storica pieve, stringendosi attorno i familiari. Presente anche la sindaca di Ostellato Elena Rossi.
Arlotti, conosciuto da tutti come “Arlutin” era un grande fan di Vasco Rossi: doverosa quindi la scelta de alla famiglia (il papà Franco, la figlia Veronica, la compagna Gessica, con mamma Maurizia e altri partenti) di far risuonare le note e la voce del grande cantante di Zocca. A partire dalla famosa canzone “Voglio una vita spericolata”, in tono certamente con la personalità di Arlotti, ma anche con i suoi gusti e le sue passioni, come ha sottolineata con voce ferma e commossa in una lunga lettera papà Franco.
le parole
«Ciao Cristiano, non avrei voluto ad essere io a leggere una lettera cosi, semmai il contrario. Ma sono orgoglioso di aver avuto un figlio come te, di essere il tuo papà. Sei stato per me le altre persone della tua famiglia la cosa più bella della vita. Eri una persona vivace, che lottava ed era sempre in prima linea contro le ingiustizie, le ipocrisie... amato dai colleghi di lavoro e da tutti quelli che ti hanno conosciuto».
«Ti vogliamo un gran bene: il destino purtroppo ti ha portato via, alla guida della tua moto, che era una tua passione oltre alla musica di Vasco: eri una persona speciale. Un abbraccio da tutti noi, Cristiano», ha concluso con la voce ormai rotta.
i saluti
Ma altri amici hanno voluto anch’essi porgere un saluto altrettanto intenso, tra gli applausi dei presenti: «Eri una persona eclettica, Cristiano, di grande sensibilità. Il destino è stato troppo crudele e ti ha portato via - hanno aggiunto Marco e altri amici di famiglia -. Ma il tuo posto è ora nel nostro cuore per sempre. Porta tra le stelle del cielo la musica di Vasco, che tanto amavi». Mentre il saluto di Federica è stato un semplice ma daero toccante «Cristiano ti voglio bene», anch’esso scandito dai forti applausi dei presenti.
Un dolore che ha accomunato tre comunità e tanti erano anche i giovani presenti alla cerimonia ce ha voluto essere proprio lo specchio di Cristiano: sobria, intensa e sopra le righe.
Al termine della cerimonia, la salma di Arlotti (arrivata dalla camera mortuaria di Portomaggiore) è stata portata per l’ultimo viaggio al Tempio della cremazione di Ferrara, mentre le ceneri successivamente riposeranno nel cimitero di Dogato. —
Franco Corli
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