«Dopo le sentenze su Igor chiederò la revisione per l’ergastolo di Ruszo»
Il legale per il giovane dell’omicidio Tartari
IL CASO
«Il processo necessita una revisione, va rivisto tutto, riqualificato, non se ci riusciremo ci sono ovvie difficoltà, ma noi ci proviamo». Patrizia Micai è l’avvocato difensore di Patrick Ruszo, che a poco più di vent’anni ha davanti a sè una vita in carcere con «il fine pena mai», ergastolo per aver partecipato all’omicidio di Pierluigi Tartari, nel settembre 2015 e altri 14 anni per le tre rapine di quell’estate del terrore, compiute assieme a Ivan Pajdek e Igor Vaclavic/Norbert Feher.
E proprio dalle sentenze su Igor, ultima di pochi gironi fa, quella in Spagna con l’ergastolo per i tre omicidi, che il legale di Ruszo parte sulla possibile revisione del processo che ha portato Ruszo ad essere condannato all’ergastolo, anche perchè lo stesso legale aveva proposto una perizia psichiatrica sulla incapacità di intendere e volere di Ruszo. «Però - spiega la Micai - tutte le sentenze su Igor, quelle italiane, e le altre sull’omicidio Tartari e sulle rapine, non concordano, vi sono tanti elementi di disparità». Dunque, non essendoci questa uniformità giudiziaria, l’avvocato Micai intende chiedere ai giudici il motivo per queste sentenze. Punta anche sull’assenza di prove scientifiche, per smentire la partecipazione alla banda da parte di Ruszo. Che viene citato nell’ultima sentenza spagnola contro Igor, quando il tribunale di Teruel ha assolto il killer serbo dalla banda criminale: perchè se Igor in Italia apparteneva ad una banda «con presunti delinquenti - scrivono i giudici spagnoli - chiamati Rusco, Bejzaku, Cavazza (che Igor conosceva a Berra) e Sivakova (mamma Rosi, madre di Ruszo) non è dimostrato lo fosse anche in Spagna». —
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