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I gioielli rivenduti all’Aurum dopo il colpo allo stesso negozio

I gioielli rivenduti all’Aurum dopo il colpo allo stesso negozio

Condannato un ricettatore, due assolti a quattro anni dal fatto accaduto in città Nel colpo del gennaio 2017 al Compro Oro fu picchiato a sangue l’anziano titolare 

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Prima rapinarono il gioielliere, di preziosi e contanti per 50mila euro: dopo averlo picchiato, legato, imbavagliato con nastro da pacchi e rinchiuso nel suo negozio, Aurum, un “compro oro” in corso Porta Mare. Poi, dopo il colpo, pensarono bene – come geni del crimine – di rivendere la stessa refurtiva allo stesso negozio due settimane dopo il colpo: tutto accadeva tra il gennaio e la fine del 2017, e ieri dopo quattro anni, i “geni” che ricettarono quei preziosi sono stati processati. E condannati.

Condanne e assoluzioni

Per Luigi Stracuzzi, ferrarese, la pena è stata di un anno e 250 euro di multa, assolto Giuseppe Hudorovic, il suo presunto complice (difesi rispettivamente dagli avvocati Patrizia Micai e Giuseppe Incandela). Assolto anche il terzo imputato, Naser Dzemailov, difeso dall’avvocato Giovanni Sorgato, mentre per lui era stata chiesta una condanna a 1 anno e 8 mesi. Il processo che si è concluso ieri era la coda di quello della rapina: ieri erano a processo solo i ricettatori.

Già processati gli autori della rapina e delle botte al gioielliere, Marco Giulianelli, anziano titolare del negozio, 73enne, che ebbe 40 giorni di prognosi per le lesioni tra cui la frattura della tibia sinistra: i due avevano già chiuso il conto con la giustizia, Joseph Dzemailov e Bajram Kutisov, due fratelli di 22 e 28 anni, rom italiani, che abitano in provincia, autori materiali di rapina e pestaggio, avevano già patteggiato una pena a 4 anni e mezzo di reclusione.

Quello di allora fu un episodio che fece scalpore, per la violenza usata nel colpo, da questi due ragazzi che furono poi arrestati dai carabinieri di Ferrara. Che riuscirono dopo indagini serrate ad identificare e bloccare tutta la banda che girava attorno a quel colpo. E arrivarono ad arrestare i tre che ieri erano a processo: il padre dei due rapinatori, Naser Dzemailov, macedone di 52 anni e i due ricettatori. Una rapina che venne messa a segno anche questa in modo pasticciata così come la “rivendita” dei gioielli.

Rapina e pestaggio

I due bloccarono il titolare nel negozio e lo pestarono per poter agire indisturbati: Giulianelli venne immobilizzato e imbavagliato, poi i due fecero razzia di ori, portando via preziosi e contanti per 50mila euro. L’anziano venne liberato alcune ore dopo dalla figlia arrivata in negozio che diede l’allarme. La banda poi fece il passo falso della “rivendita” e venne incastrata dalle impronte digitali, riconducibili ai due fratelli, repertate dal Ris di Parma sul nastro adesivo usato per imbavagliare e legare Giulianelli. –

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