Lagosanto, lettera anonima «Verificate l’assegnazione di quell’alloggio popolare»
Il testo di poche righe è arrivato a Prefettura e Guardia di finanza Acer: rispettate le regole. Il sindaco: reale emergenza abitativa
LA STORIA
A segnalare il caso una lettera anonima, spedita alla Prefettura di Ferrara, alla Guardia di finanza e anche alla nostra redazione. Poche righe, però con dovizia di particolari e soprattutto di nomi, per contestare l’assegnazione di una casa popolare. Nel dettaglio, viene scritto “A seguito dell’assegnazione della casa popolare a Lagosanto si chiede se possibile controllare la congruità nell’assegnazione... Visto che vi sono famiglie indigenti che da parecchio tempo aspettano e sino ad ora le richieste sono rimaste inevase”. Le ultime righe della lettera motivano la scelta dell’anonimato, dovuta al timore di eventuali ritorsioni su chi scrive.
Doverosa una premessa: si tratta di una segnalazione, peraltro anonima di un presunto favore. Quindi, non è il momento di lanciare alcun tipo di accusa, perciò abbiamo scelto l’anonimato sia per il nome della persona a cui è stato assegnato l’alloggio che alla via dove si trova l’edificio. Certo, è altrettanto doveroso verificare se la segnalazione ma questo spetterà agli organi competenti.
scelta del comune
Intanto, da Acer ci è stato spiegato come tale assegnazione sia stata decisa dalla stessa amministrazione comunale. Una segnalazione di emergenza abitativa presentata dal Comune all’azienda casa Emilia Romagna di Ferrara lo scorso febbraio, con approvazione dei servizi sociali come è previsto in questi casi. Dunque nel rispetto delle regole.
«Abbiamo rispettato tutte le normative vigenti - attacca il sindaco laghese Cristian Bertarelli -, siamo pronti a passare alle vie legali se qualcuno dice che abbiamo fatto dei favori. La gente parla, ma non sa come funzionano le cose. Alla base dell’assegnazione ci sono due motivazioni: la prima è l’aver accertato il grave disagio abitativo ed economico per questo nostro concittadino e, al contempo, l’impossibilità di trovare un nucleo abitativo alternativo al libero mercato; poi va considerato che vi sono sempre persone che rinunciano all’assegnazione, magari perché si aspettano una situazione più adatta alle esigenze del proprio nucleo famigliare. L’alloggio è stato assegnato a una persona presente in graduatoria in una situazione di emergenza e la durata è di due anni. Ma, ripeto, abbiamo agito rispettando tutte le norme, nessuno può permettersi di lanciare accuse di irregolarità». —
D.B.
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