Nuovi ingressi e addetti no vax Così il virus insidia ancora le Cra
Ad aprile tre focolai a Tresignana, Portomaggiore e alla Quisisana di Ostellato
L’ANALISI
Se è vero che la vaccinazione nelle strutture per anziani e disabili è stata completata, e che il tasso di positività e mortalità è drasticamente calato, la guardia deve restare alta. Perché esistono ancora elementi di criticità: la presenza di bolle di non vaccinati a causa di nuovi ingressi, spesso dagli ospedali, e di operatori che non hanno fatto il vaccino. Da qui l’importanza di proseguire con l’attività di screening e rispettare le misure anticontagio. Sono le conclusioni dell’analisi del direttore delle attività socio sanitarie Asl, Franco Romagnoni, sulla situazione nelle Cra e nelle Rsa. Nel Ferrarese il picco massimo di positivi c’è stato a ottobre, con 300 contagi attivi, e solo a partire da febbraio - con l’avvio della vaccinazione - la curva ha iniziato a scendere interessando solo in modo modesto case famiglia o alloggi non colpiti prima dal virus. Ma da aprile lo scenario è cambiato, con l’insorgenza di focolai in strutture protette vaccinate, e nello specifico la Cra La Mia Casa di Tresigallo (il 30 marzo la prima segnalazione, ieri lo screening di verifica per uscire dalla quarantena), la Rsa di Portomaggiore (prima segnalazione il 10 aprile, lunedì lo screening) e Ostellato (prima segnalazione il 15 aprile, ieri lo screening). L’attenzione si è concentrata sul caso di Tresignana, dove il tasso di adesione al vaccino è stato dell’87,5% tra gli ospiti e del 65% tra gli operatori, con percentuali inferiori alla media del Ferrarese. Questo dovuto alla mancata immunizzazione, nel caso del personale, e a nuovi ingressi nel caso degli ospiti. Risultato: hanno preso il Covid 22 ospiti su 42, ma la quota è salita al 75% (quattro su sei) tra gli anziani non vaccinati. Tra tutti gli operatori, solo uno su 22 è stato contagiato, ma tra i no vax i positivi sono stati la metà, quattro su otto. Si è così acceso un faro sui nuovi ingressi di ospiti non vaccinati provenienti dalle strutture ospedaliere. Sono le stesse indicazioni regionali a non prevedere la vaccinazione al momento delle dimissioni. Da qui la necessità di rendere autonome le strutture dotandole di un medico vaccinatore. L’evoluzione del focolaio, ha sottolineato Romagnoni, è stata però diversa rispetto alla fase pre-vaccini: tre le vittime, con letalità sotto il 10% per i vaccinati e di oltre un quinto tra i non vaccinati, sei i ricoveri i (due ancora degenti), uno degli operatori non vaccinati portato al pronto soccorso (e poi dimesso)e 9 ospiti negativizzati.
Alla Rsa di Portomaggiore non ci sono stati decessi e da due settimane non ci sono nuovi positivi. È inoltre sopravvissuto al Covid uno degli ospiti (vaccinato) sofferente di altri gravi patologie. Alla Quisisana di Ostellato (40 ospiti) ci sono state tre vittime e due ricoveri, mentre il resto dei contagiati ha avuto una buona evoluzione clinica.
Ma di strutture sociosanitarie si è parlato anche, nella riunione della Ctss, per la carenza di infermieri che sta mettendo a rischio la stessa attività di Cra ed Rsa. Un problema comune a tutta la regione e che a Bologna e Modena è già sfociato in qualche caso nella riduzione dei posti letto.-
A.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
