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Saletti lancia il nuovo Borselli La minoranza: «Ci coinvolga»

Saletti lancia il nuovo Borselli La minoranza: «Ci coinvolga»

Per il sindaco Ospedale di comunità e Hospice rappresentano la sanità del futuro L’opposizione lo incalza: dimostri per una volta di non prendere decisioni da sé

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BONDENO. La “fase 2” del progetto di risistemazione e riqualificazione di Villa Borselli a Bondeno, finanziata con 8,5 milioni di euro da Regione e Ausl, ha come obiettivo il collocamento all’interno della struttura di un Ospedale di comunità (Osco) e di un Hospice.

L’ospedale di comunità è una struttura di ricovero breve rivolta a pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che vengono ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio stesso. Non si tratta quindi di una duplicazione di strutture di residenza già esistenti, dal momento che l’Osco svolge una funzione ben precisa e mirata. L’Hospice, invece, è un polo essenziale per quanto riguarda le cure palliative: garantisce l’assistenza in regime residenziale, attraverso equipe dedicate e specificamente formate, a malati che non possono essere assistiti temporaneamente o in via continuativa al proprio domicilio. Accedono quindi agli hospice i pazienti con patologie cronico-degenerative.

IL SINDACO

«Da entrambi i punti di vista – spiega il sindaco Simone Saletti – Villa Borselli offre un contesto unico anche per quanto riguarda il sollievo psicologico dei pazienti. La disponibilità della struttura di contare su un immenso parco adiacente, con essenze arboree variegate e rare, garantirà infatti ai pazienti dei percorsi di cura molto funzionali anche sul lato psicologico: la possibilità di passeggiare in un parco così grande e bello non è una caratteristica che appartiene a molte strutture, e anzi Bondeno costituirà pressoché un unicum».

Osco e hospice vengono riconosciuti dalle politiche nazionali e regionali come “la sanità del futuro”, che non dovrà più distribuirsi con tanti ospedali grandi e sparpagliati, ma al contrario con ospedali molto specializzati affiancati da strutture poliambulatoriali e di residenza breve distribuite capillarmente e funzionalmente sul territorio, al fine di garantire risposte rapide e puntuali a ogni tipo di esigenza. «Bondeno è pronta a fare la sua parte – chiosa Saletti – non soltanto per l’utenza locale, ma per tutto il bacino dell’Alto ferrarese».

L’OPPOSIZIONE

«Da parte nostra, siamo felici che il progetto dell’Asl venga a coincidere con il programma elettorale che avevamo proposto l’anno scorso». A parlare è il gruppo consiliare di minoranza Bondeno in testa, che fa notare come il giorno prima del sopralluogo di Saletti con Monica Calamai (Asl) avesse presentato una serie di proposte per la riqualificazione dell’ex Borselli.

Ora lancia una mozione per chiedere al sindaco di convocare maggioranza e opposizione per sentire le loro proposte, e poi tutti i soggetti della sanità locale. «Crediamo, e con buona ragione, che un passo così importante debba essere fatto dai cittadini di Bondeno assieme all’Asl, e non deciso in autonomia dal sindaco e, non si capisce bene perché, dal consigliere regionale Bergamini», dice la minoranza che poi vorrebbe da Saletti qualche spiegazione in più: «Qual è il progetto? Quello studiato con il precedente dirigente Vagnini tra il 2018 e il 2019, e presentato allora in consiglio comunale? Si investirà solo sul corpo centrale di villa Borselli oppure anche sulle ali dell’edificio principale? Si punterà ancora sulla diagnostica, secondo quanto l’amministrazione va dicendo da anni? I soldi stanziati due anni fa, circa 12 milioni di euro, sono ancora disponibili o no, dato che si parla invece di 8 milioni e mezzo?». Insomma, «Saletti può e deve dimostrare, per una volta, di non prendere decisioni da sé ma di dover coinvolgere politica e società». —

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