Risparmiatori traditi «No ai fondi Fir per le altre banche»
la protesta
Con i il fondo Fir bisogna «terminare d’indennizzare gli aventi diritto della legge 145/18», cioè gli azzerati Carife e delle altre banche risolte, «innalzando la percentuale oggi al 30% e togliendo la tagliola delle violazioni massive e dei documenti mancanti». Per aiutare i risparmiatori delle banche non ancora in liquidazione, come Popbari, Mps e Carige, semmai serve «un’altra legge». È questa la posizione ribadita dal Movimento risparmiatori traditi di Giovanna Mazzoni e Milena Zaggia, in risposta alle ultime vicende relative ai rimborsi. I Traditi in particolare contestano alcune proposte emerse dalla Commissione banche, di utilizzare i fondi Fir anche per PopBari e casi come Deiulemar, da una parte; e la nomina di altri cinque componenti della commissione saggi, per accelerare l’evasione delle pratiche. Non ce n’è bisogno, sottolineano Zaggia e Mazzoni, perché c’è già la «previsione di evadere tutte le domande entro ottobre per il forfettario e fine 2021 per l’ordinario».
Il lavoro della segreteria Consap, stando alle dichiarazioni dello stesso Mef, sono del resto «a buon punto»: su 145mila domande circa, delle quali 18mila Carife, al 26 aprile ne sono state indennizzate 46.878 per 225 milioni di euro. In via di ultimazione sono quelle con requisito di reddito entro 35mila euro, a seguire quelle con requisito immobiliare entro 100mila euro, per poi proseguire con le domande a regime ordinario, cioè le violazioni massive, che sono «altamente penalizzate», sottolineano i Risparmiatori traditi. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
