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Sportello edilizia all’Unione Ma sul passaggio è polemica

D.M.
Sportello edilizia all’Unione Ma sul passaggio è polemica

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berra. Approvato a maggioranza, con l’astensione delle minoranze, il passaggio delle funzioni del Suei (Sportello unico edilizia ed imprese) dal Comune di Riva del Po all’Unione Terre e Fiumi, una pratica partita nel 2011 e che ora sta arrivando a compimento.

Una fase tecnica, di difficile comprensione già agli addetti ai lavori, che però dovrebbe portare a una gestione uniforme e soprattutto più qualificata dei servizi in questione. In poche parole i Comuni verranno “svuotati” delle loro funzioni, a vantaggio dei fruitori. A spiegare il tutto durante l’ultimo consiglio comunale, il geometra dell’Unione Giuseppe Guidi, responsabile del settore che fin dall’inizio ha seguito la pratica. Complessa ma esaustiva la relazione: il tecnico ha ribadito il fatto che questo passaggio è partito bene, con il piede giusto e nei termini di legge, ma che poi ha subito rallentamenti.

Incalzato dalla consigliera di minoranza Daniela Simoni (Gente di Riva del Po), il geometra è stato molto diplomatico nelle risposte ma c’è stata l’ammissione di un ritardo in un fase, per la quale sono stati acquisiti contributi regionali, che però ora si sta colmando. «È chiaro che il passaggio da 6 a 3 sindaci (tanti sono ora i Comuni dell’Unione, tra la fuoriuscita di Jolanda di Savoia e le fusioni, ndr) ha facilitato la presa di decisioni in merito», ha detto il sindaco Andrea Zamboni. Contrariata la stessa Simoni. «Prendersi meriti politici su questo processo di fusione è oltremodo assurdo – ha detto la consigliera –, il merito è tutto dei dipendenti, che hanno creduto e lavorato perché avvenisse tutto questo. I politici dove ci mettono mano fanno solo danni».

Al termine le minoranze hanno espresso un voto di astensione, con un’unica motivazione alla base della scelta: «Siamo d’accordo con questa fusione – hanno detto nelle singole dichiarazioni – e abbiamo sempre espresso pareri favorevoli; ci asteniamo per come questa pratica è stata gestita dai nostri amministratori, senza un nostro coinvolgimento, senza essere interpellati e con una documentazione a disposizione molto scarna. Noi siamo qui solo per prendere atto di ciò che avviene». —

D.M.

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