Un dolore composto, sentito e profondo per la morte di Sofia
Alberone di Cento non trova le parole La perdita è troppo grande e inaccettabile
il cordoglio
Trovare le parole giuste quando una vita così piccola e fragile si spezza, non è difficile: è impossibile. Sofia Tassinari, 12 anni appena, è morta dopo un attacco cardiocircolatorio all’ospedale Maggiore di Bologna. I genitori Cristiano e Marilena hanno lottato a lungo, sempre al suo fianco cercando accendere ogni luce di speranza possibile e tutto il paese è sempre rimasto al loro fianco.
Una famiglia molto riservata, che ha dedicato la vita ed ogni momento a quell’anima bella e fragile. Nessuno se la sente di parlare ad Alberone , anche perché «non c’è davvero nulla da dire. Il dolore è tanto, non doveva andare così e il pensiero va alla mamma e al papà».
È stato il padre il primo ad accorgersi che la figlia faticava a respirare, tanto da praticare in prima persona il massaggio cardiaco, prima di chiamare i soccorsi. Ma non c’è stato nulla da fare.
Sofia frequentava la quinta elementare, ma per paura del virus quest’anno era rimasta a casa. Le maestre e i compagni di classe con i loro genitori l’hanno ricordata e si sono stretti al dolore della famiglia.
la malattia
Sofia soffriva di una malattia rara, per la quale non ci sono cure definitive.
Nel corso del tempo sono state organizzate raccolte fondi per aiutar i genitori a percorrere strade della speranza, ma alla fine il cuoricino della piccola ha smesso di battere. Tutto il paese di Alberone è chiuso in un lutto duro e profondo e tutti hanno deciso di continuare a rispettare la scelta di riservatezza fatta dalla famiglia per proteggere la bambina. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google