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Ferrara

Il caso provocato dall’ambasciatore turco 

Il sindaco Fabbri insiste «Pronti a un gemellaggio con il popolo armeno»

Marcello Pulidori

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la storia

Alan Fabbri ha intrapreso la sua crociata. Il sindaco di Ferrara, intervistato da un’agenzia stampa armena, si è detto «pronto a un gemellaggio», e ha accolto l’invito di recarsi a Erevan, capitale della Repubblica di Armenia.

«Abbiamo rispedito al mittente la lettera dell’ambasciatore turco – dichiara deciso il sindaco Fabbri – Una città come Ferrara, la cui storia è legata alla presenza della comunità ebraica, non può accettare il negazionismo. I tentativi di ingerenza turca, anche nelle iniziative della nostra città, e i toni assunti dalla “diplomazia” di Ankara verso il popolo armeno, non sono accettabili. Mai chineremo la testa di fronte a chi intende riscrivere la storia».

Nell’intervista rilasciata da Fabbri all’agenzia, viene ripercorsa anche la storia recente che ha provocato il caso diplomatico. Quando cioè nelle scorse settimane l’ambasciatore turco ha invitato il primo cittadino a “correggere” e “riconsiderare” la posizione in ordine all’evento “Metz Yeghern. Il genocidio degli armeni tra memoria, negazioni e silenzi”, ospitato al Teatro di Ferrara il 24 aprile con, tra gli altri ospiti, Antonia Arslan. Fabbri ha inoltre accolto la proposta di un gemellaggio con una città armena e si è detto pronto a promuovere una mozione per il riconoscimento della Repubblica dell’Artsakh (Nagorno Karabakh), teatro della guerra lanciata dagli azeri, con l’appoggio militare dei turchi, contro gli armeni. Il sindaco ha inoltre manifestato la sua piena disponibilità a una visita a Erevan e nei territori armeni: «Ne sono onorato», ha detto Fabbri rispondendo all’invito. Il giornalista ha poi chiesto conferma del conferimento delle cittadinanze onorarie ad Antonio Arslan e a Taner Akçam. «L’assegnazione ha già ricevuto il via libera dalla giunta e approderà presto in consiglio comunale», ha promesso il sindaco. –

Marcello Pulidori

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