La Polizia stanga il “furbone” della movida di piazza Ariostea
Maxi multa di 5.000 euro al titolare: privo di Scia vendeva di tutto e di più ai giovani che si radunano in zona
Prima era un minimarket, pizzicato più volte a vendere bevande fuori orario, in via Palestro, zona di piazza Ariostea. E così aveva cambiato la Scia (autorizzazione inizio attività) prima in bar e poi era tornato a quella iniziale: un modo per fare il “furbetto” ed evitare regole, anzi il “furbone” dicono gli inquirenti che lo hanno stangato perchè attualmente non ha ancora la Scia, e lo hanno multato con una sanzione super di 5.164 euro e gli hanno chiuso il locale in attesa di ottenere il nuovo permesso che gli consentirà di riaprire regolarmente.
Ad attivare i controlli e notificare i provvedimenti sono stati agenti ed ispettore della Polizia amministrativa che hanno intensificato i controlli a tappeto su tutti i locali cittadini, proprio alla luce della graduale riapertura delle attività.
Sono stati infatti 61 gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande controllati e verificati dalla Polizia e per nessuno di questi sono state riscontrare irregolarità.
Così anche per altre attività commerciali di vicinato, per le quali no si sono registrate criticità.
L’unico problema emerso dicevano è per il locale di vai Palestro: venerdì scorso, infatti, tra i tanti controlli veniva effettuato l’accesso all’esercizio commerciale di via Palestro, Najmul Minimarket il cui titolare ha in realtà in gestione anche altri negozi in città.
Al termine degli accertamenti gli agenti hanno proceduto alla chiusura del locale, fino a che il titolare non avrà ottenuto una regolarizzazione delle autorizzazioni necessarie. Dalle verifiche, infatti, il titolare non poteva effettuare attività di vendita al dettaglio di prodotti alimentari e non alimentari nel negozio di via Palestro, a ridosso di piazza Ariostea, teatro della nuova movida in queste settimane di minori restrizioni Covid. Una chiusura dettata dal fatto dicevamo che non aveva autorizzazione perchè sprovvisto, al momento dalla Scia Unica.
Ma non è solo una questione formale, poichè sono in corso altri accertamenti: e che comunque tutto è costato la bellezza di 5.164 euro di sanzione. —
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