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Per le carenze di organico le regole dell’orario aggiuntivo

Gi.Ca.
Per le carenze di organico le regole dell’orario aggiuntivo

L’Asl ha appena approvato  un regolamento che disciplina  le ore in più da dedicare a specialistica ambulatoriale, ricoveri e vaccinazioni 

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L’immagine che riassume il concetto può essere quella di un vaso che perde. L’azienda sanitaria è in carenza di personale, ritocca quindi l’organico ricorrendo a varie forme di assunzione e di inserimento occupazionale ma nuove uscite di personale impongono di riprendere il processo da capo. Un a “routine” che, soprattutto in alcune aree della sanità, da qualche anno è diventata “cronica” e che si è ulteriormente accentuata nell’ultimo anno marcato dalla pandemia.

L’Asl ha appena approvato un regolamento che disciplina l’applicazione dell’orario aggiuntivo per il personale del comparto (infermieri, oss, tecnici etc.). Lo strumento consente di coinvolgere in modo volontario il personale aumentando la quantità di ore che si mettono a disposizione dell’azienda per svolgere l’attività sanitaria.

Tre in particolare i settori di attività nei quali saranno forniti questi contributi: le specialistiche ambulatoriali, le attività di ricovero, i potenziamenti organizzativi correlati al trattamento della pandemia e la relativa campagna vaccinale. Tre in particolare le figure coinvolte: infermieri, tecnici di radiologia, assistenti sanitari (per le sole esigenze di somministrazione dei vaccino contro il Sars-Cov-2).

Il compenso che spetta al personale («da ritenersi lavoro dipendente ai fini fiscali e contributivi») è di 33 euro l’ora. Non potranno essere violate le norme sul riposo giornaliero, sul riposo settimanale e sull’orario massimo settimanale. L’attività sarà svolta «preferibilmente» a rotazione. —

Gi.Ca.

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