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Sindaco sfiduciato Contri prende tempo: «Sto riflettendo»

Beatrice Barberini
Sindaco sfiduciato Contri prende tempo: «Sto riflettendo»

In municipio non c’erano neanche Fiocchi e Fortini, fuori città Dimissioni non confermate, la decadenza di Toselli slitta

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CENTO. «Non ho firmato per autenticare le mie dimissioni. Prima del commissariamento, credo che la città meriti un momento di riflessione e di confronto in più, che deve essere svolto nell’ambito delle istituzioni».

Diego Contri ieri non è andato all’appuntamento in Comune. Manca quindi in calce all’atto congiunto di dimissioni firmato davanti al notaio Forte l’autenticazione della sua firma. E, come lui, sono mancati all’appello anche i consiglieri Edoardo Fiocchi (Coerenza Civica) e Vasco Fortini (Pd), fuori città per motivi personali. Si sono recati nella prima mattinata di ieri all’anagrafe di Renazzo, ma gli uffici erano chiusi. Quindi viene tutto rinviato a domani.

le mosse a sorpresa

Un colpo di scena dopo l’altro, mentre riprendono in maniera concitata le trattative e il confronto tra il sindaco Toselli e i gruppi consiliari per evitare il commissariamento. La prima mossa choc, venerdì alle 13, con la presentazione al protocollo del Comune dell’atto congiunto di dimissioni irrevocabili firmato davanti al notaio Forte da 13 consiglieri: Marco Mattarelli (Libertà per Cento), Marco Pettazzoni ed Elisabetta Giberti (Lega), Diego Contri e Alberto Cacciari (Gruppo Misto), Gunner Glenn Maccaferri (Noi Che), Piero Lodi, Marcella Cariani e Vasco Fortini (Pd), Matteo Veronesi, Edoardo Fiocchi, Angelo Mottola e Daniela Tassinari (Coerenza Civica).

Nel pomeriggio dello stesso giorno il “giallo” deleghe. La prefettura infatti segnala al Comune che occorre un’integrazione, in quanto il consigliere che ha consegnato la documentazione, ossia Mattarelli, non aveva con sé la delega dei firmatari per poterla depositare all’ufficio protocollo. Così ieri pomeriggio il segretario comunale Margherita Clemente ha dato appuntamento ai 13 dimissionari affinché andassero ad autenticare le firme, confermando personalmente la decisione di dimettersi. Solo se corroborato in questo modo l’atto avrà pieno effetto e il prefetto potrà così procedere alla nomina del commissario che guiderà il Comune sino all’elezione del prossimo sindaco, con il voto per le comunali previsto in autunno (slittato rispetto alla scadenza naturale, a causa dell’emergenza coronavirus). Ma alla seconda chiamata, non tutti i 13 dimissionari hanno voluto rispondere. Qualcuno, come detto, non era materialmente presente in città, e forse andrà domani. Ma c’è anche chi, come Contri, ha preso tempo per «un momento di riflessione e un ulteriore confronto. Un atto dovuto, nei confronti della città». —

Beatrice Barberini

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