Dipendente Cidas accusato ma non ancora a processo
L’inchiesta in corso sul caso Cidas che vede sotto accusa per tentata concussione il vicesindaco Nicola Lodi vede al centro di tutto il dipendente Cidas che disse “idiota” al vicesindaco in pubblico e sui social. Per il quale è pendente la richiesta di processo. Il legale del dipendente, l’avvocato Gaia Fabrizia Righi entra nel merito della posizione del suo assistito e spiega che l’accusa di aver «rivolto in pubblico l’epiteto “idiota” al signor Lodi costituisce una affermazione del Lodi stesso, non suffragata da prove, tanto che ha indotto la Procura a non formulare alcun capo di imputazione su tale episodio». Sotto accusa c’è la frase con «l’epiteto (idiota, ndr) e pubblicata su Facebook - precisa il legale -: offesa circostanziata e continente ad un’opinione politica espressa dal mio assistito, dopo un commento su alcune iniziative dell’Amministrazione comunale». E per finire, rettifica il legale «non corrisponde a verità l’affermazione secondo la quale “il dipendente Cidas sarà processato per diffamazione aggravata”: ad oggi non risulta essere ancora stato emesso alcun decreto di citazione a giudizio».
Il legale ha ragione, formalmente, ma omette un particolare giudiziario importante: a carico del suo assistito, il procuratore capo Andrea Garau da tempo ha già chiuso l’indagine, depositato atti di accusa per diffamazione aggravata per le offese al vicesindaco, e come da procedura, si attende ora la imminente richiesta di rinvio a giudizio. —
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