Carli lascia Fratelli d’Italia e passa con la Lega Il consiglio è in subbuglio
«Non c’è nulla dietro la scelta: con i vertici del partito non ci sono le stesse vedute» E sui parcheggi a pagamento la discussione è aperta
COMACCHIO. Ancora una seduta fiume del consiglio comunale lagunare, aperta l’altra sera con la comunicazione del passaggio del presidente dell’assemblea Pier Paolo Carli dal gruppo di Fratelli d’Italia a quello della Lega. Ed è proprio l’interessato, l’indomani della seduta incentrata sulla relazione dell’affidamento dei parcheggi a pagamento ai Lidi, passata con il voto della maggioranza e del consigliere Massimo Moretti, a chiarire le ragioni di questa scelta.
la scelta
«Si tratta di una decisione maturata da una mia sensibilità. Con i ragazzi di Fratelli d’Italia a livello locale c’è massima stima e intercorre un’ottima collaborazione. Non vuole essere polemica – prosegue Carli –; sono scaturite diverse vedute con i vertici, loro hanno fatto le loro scelte e io le mie, in modo pacifico. Io non devo fare carriera politica. Resto in maggioranza – tiene a specificare il presidente del consiglio comunale – e naturalmente il mio supporto a Fratelli d’Italia non mancherà. Resto amico di tutti».
la tensione
Palpabili, tuttavia, frizioni e schermaglie tra maggioranza e il gruppo Per Fare, dopo che la mozione d’ordine di Alberto Righetti, capogruppo della lista civica fondata da Marco Fabbri, tesa a invertire l’ordine del giorno è stata respinta.
Una quarantina gli emendamenti presentati, la gran parte dei quali però erano collegati alla delibera relativa alla gestione dei parcheggi a pagamento, una volta terminata la proroga, fissata al 30 giugno, all’attuale gestore (coop Work and Services). Mentre i consiglieri Sandra Carli Ballola, capogruppo La città futura e M5s, e Massimo Moretti, capogruppo Pd e Rifondazione comunista, hanno invocato che vengano resi pubblici i bilanci delle precedenti annualità, il gruppo Per Fare, attraverso la consigliera Alice Carli, ha lamentato l’approdo in seduta di «una delibera copia/incolla di quella del 2013. La si poteva migliorare e implementare, sono preoccupata. Il rinnovo arriva al 30 giugno – ha sottolineato la consigliera Carli – e poi che succede? Chi lavora con contratto a tempo determinato si ferma e addio decoro urbano delle aree gestite? I lavoratori sono tutelati?».
Una prima risposta, sotto il profilo tecnico, è giunta dal dirigente Fabrizio Di Blasio, il quale dopo aver specificato che la delibera detta gli indirizzi, «si vuole andare a gara quanto prima possibile, per dare continuità alla gestione attuale».
«E nella delibera – ha aggiunto Di Blasio – c’è allegato uno studio di fattibilità tecnico-economica». Per Marco Fabbri (Per Fare), «si vota una delibera senza sapere quali opere pubbliche verranno realizzate e quali servizi si chiederanno al concessionario». —
Katia Romagnoli
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