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Il bilancio in consiglio Ma le minoranze vogliono parlare di via Dazio

D.M.

Stasare previsto un solo punto all’ordine del giorno Le opposizioni propongono l’interpellanza sull’area camper «e rispetto dei regolamenti» 

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BERRA. Oggi alle 20.30 è convocato il consiglio di Riva del Po, in seduta ordinaria ma ancora in videoconferenza. Dopo l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, l’unico punto all’ordine del giorno è l’approvazione del rendiconto gestione anno 2020 del Comune.

Ma con una lettera indirizzata al sindaco Andrea Zamboni e al segretario comunale i capigruppo delle minoranze in consiglio chiedono un’integrazione dell’ordine del giorno. Si tratta di una interpellanza presentata il 20 aprile dalle minoranze e riguardante la “Situazione area sosta camper via Dazio frazione di Ro e aggiornamenti contenzioso Vento di Supa”. Va ricordato che, in seguito all’interpellanza, il sindaco ha disposto il divieto di sosta su tutta l’area e ha annunciato che quanto prima uscirà un regolarmente per poter consentire la riapertura dell’area di sosta, in sicurezza e con regole ben precise. Ma le minoranze attendono risposte ufficiali sulla situazione, che tardano ad arrivare. «I tempi previsti sono scaduti – dicono i capigruppo –. Invece come sempre non siamo stati coinvolti per la Commissione, neppure per la definizione dell’ordine del giorno e non viene data risposta a un caso che più che di decoro è, a convincimento degli scriventi, un danno erariale che la sua amministrazione ha consentito e ora sta nascondendo».

SUL CONSIGLIO

Ed ecco il richiamo al rispetto delle regole dettate dal regolamento. Non ultimo l’appello al segretario, «In qualità di massimo garante del rispetto del funzionamento del consiglio comunale». E, aggiungono, «Se non verremo ascoltati invieremo senza ulteriore indugio la documentazione e le nostre richieste agli organi competenti per il controllo della legalità e correttezza dell’operato».

Intanto, pace a metà tra il vicesindaco Alberto Astolfi e la consigliera di minoranza Marianna Lucchin (Centrodestra unito per Riva del Po). Il tutto era partito con un’affermazione di Astolfi, sul «modo istituzionalmente sbagliato di non partecipare ai consigli comunali», quasi un’assenza di protesta (riferita all’assenza di tutta la minoranza in consiglio), che Astolfi aveva apostrofato come «negligenza». Immediata replica di Lucchin con l’accusa di «ingiurie» e la pretesa di pubbliche scuse, perché la sua assenza era stata tempestivamente comunicata al presidente del consiglio Paolo Manzoli. Nell’ultima seduta sono arrivate le scuse, a metà... «Le mie parole sono state fraintese. Non era mia intenzione offendere e se la consigliera si è sentita offesa chiedo scusa. Il mio era un giudizio politico sull’operato delle minoranze, che spesso usano i social come divulgazione politica e non il consiglio, che poi desertano» ha detto Astolfi. Per Lucchin il consiglio resta il luogo dove le minoranze non hanno possibilità di dialogo ma «dove veniamo ad ascoltare e apprendere le decisioni che avete già preso». —

D.M.

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