Ferrara cambia: vendere le azioni Hera per due grandi progetti
I civici vogliono costruire palasport e centro congressi «Il Comune può metterci 16 milioni, coinvolgere i privati»
Un nuovo palazzetto dello sport da 2.300-3.000 posti, adatto sia per i grandi avvenimenti sportivi al coperto che per i concerti; e un centro congressi da almeno 4-500 poltrone, nelle vicinanze del sistema piazze, in modo da invitare i delegati a servirsi di ristoranti, musei e servizi del centro. Sono questi i due progetti che Ferrara cambia, la lista civica seconda dopo la Lega tra gli alleati del sindaco Alan Fabbri alle elezioni 2019, propone a tutta la maggioranza «ma anche al resto del consiglio, si tratta del futuro della città e va condiviso con tutti» ha spiegato il capogruppo Francesco Carità. Grandi opere da finanziare con risorse pubbliche, che secondo Fc sono alla portata: andrebbero impiegate in questo senso i 6 milioni di euro di avanzo libero del bilancio 2020 che sta per essere discusso a Palazzo Municipale, più «parecchi milioni, almeno una decina, recuperabili vendendo sul mercato almeno una parte dei sei milioni di azioni Hera libere da patto di sindacato - ha aggiunto il neo consigliere Marco Vincenzi - All’attuale prezzo unitario di 3,36 euro basta venderne una metà. E non per fare come il Pd, che nelle passate legislature ha venduto azioni per abbattere il debito, in sostanza per avere soldi liquidi da sperperare in spese elettorali».
I civici non si sbilanciano in preventivi di spesa, «per il momento possiamo dire che la giunta ha già stanziato 150mila euro per uno studio di fattibilità sul nuovo palasport - sono sempre Carità e Vincenzi a parlare - Non escludiamo peraltro un project financing con Ferrara Fiere, che avrebbe interesse a sviluppare queste attività. Pensiamo comunque strutture propedeutiche ad un turismo di qualità, aggiuntivo rispetto alle presenze garantite a Ferrara soprattutto dagli studenti: per questo pensiamo ad aree come Darsena o ex Amga». I civici parlano anche di «interessamenti di privati per progetti in centro storico, e coinvolgono anche il “loro” assessore Andrea Maggi, «con la delega fresca al Recovery plan è senz’altro un interlocutore fondamentale di questi progetti, dei quali abbiamo parlato già al sindaco Fabbri».
Negli ultimi decenni Ferrara ha perso molti posti di lavoro, aggiunge Massimiliano Guerzoni, «servizi come questi possono essere attrattivi anche per le imprese». —
S.C.
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