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L’inceneritore può bruciare di più Secondo i tecnici inquinerà meno

S.C.

L’assessore Balboni segnala il paradosso Scontro col Pd sulla posizione del Comune 

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il caso

Il caso-inceneritore torna al centro dello scontro politico, con l’assessore Alessandro Balboni che respinge le accuse del Pd di aver dato il via libera all’aumento di capacità dell’impianto di via Diana. Di fatto il passaggio da 130 a 142mila tonnellate annue di rifiuti da incenerire, ha ottenuto il via libera della Conferenza dei servizi, grazie al principio un po’ paradossale che incenerire al massimo della portata... diminuisce l’inquinamento.

la ricostruzione

È stato Balboni ieri sera a ricostruire quanto successo, per confutare appunto l’accusa contenuta in un’interpellanza dei dem Caterina Ferri e Francesco Colaiacovo, di aver votato a favore dell’ampliamento. «La giunta comunale si è chiaramente espressa negativamente sulla richiesta da parte di Herambiente, tramite un orientamento di giunta regolarmente approvato il giorno stesso in cui si è svolta la Conferenza dei servizi - ha scritto l’assessore - Al contrario, è stata la conferenza a dare il nulla osta alla messa a regime, basando il proprio giudizio sulla valutazione tecnica degli studi elaborati da Hera, relativi alla minor produzione di materiale di scarto da parte di un impianto a regime rispetto a quelli prodotti da un impianto sottodimensionato nell’attività».

Colpisce la motivazione accolta da Arpae, che invece ha «ritenuto non vincolante il parere contrario del Comune», come sottolinea Balboni. Da una parte c’è il decreto Sblocca Italia che autorizza gli inceneritori a saturare il carico termico, senza produrre danni ambientali; dall’altra gli organi tecnici che hanno accolto la tesi di Herambiente secondo la quale l’attuale regime è fonte di «forte inefficienza, dovuta all’accensione e spegnimento dell’impianto». Con l’impianto a 142mila tonnellate gli inquinanti... sarebbero ridotti del 10%, da 500 a 450 chilogrammi l’anno.

doppio paradosso

Resta il paradosso bis segnalato dal Pd. L’inceneritore è riservato ai rifiuti solidi urbani della città, con una quota minoritaria di rifiuti speciali, fino appunto al limite di 130mila tonnellate l’anno, per quanto previsto dall’Autorizzazione integrata ambientale che recepisce in proposito l’accordo volontario tra Comune, Provincia e Herambiente del 2013; il limite è stato riconfermato nel 2016 dopo il temporaneo via libera allo sforamento per consentire lo smaltimento dei rifiuti pugliesi.

Nel frattempo la raccolta differenziata dei rifiuti urbani in città ha raggiunto, grazie anche al sistema calotte, il punto massimo dell’88% nel 2020. Quindi diminuisce progressivamente la quantità d’indifferenziata destinata all’inceneritore: nel report Arpae dell’anno scorso sono calcolate 50.187 tonnellate d’indifferenziata.

migliori tecnologie

Hera dal canto suo ha evidenziato «l’esito positivo» del riesame a cui l’impianto è stato sottoposto, e «la presenza, nello stesso delle migliori tecnologie disponibili». —

S.C.

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