«Nessuna pressione e ritorsioni Archiviazione per Bonaccini»
Lo chiede la procura che ha chiuso l’indagine: lo aveva denunciato il sindaco di Jolanda, Pezzolato
Daniele Predieri
Adesso il caso è verso l’archiviazione per le accuse al presidente Regione Stefano Bonaccini, di concussione e abuso d’ufficio, come deciso dalla procura di Ferrara. Pochi lo ricordano il caso, se non addetti ai lavori, ma quando deflagrò, negli ultimi giorni prima delle elezioni Regionali del gennaio dell’anno scorso, incendiò campagna elettorale e parole dei contendenti.
dal centrodestra
Soprattutto del centro destra contro il presidente Bonaccini accusato di aver ricattato, fatto pressioni sul sindaco di Jolanda, Paolo Pezzolato per convincere la sua vicesindaca Elisa Trombin a retrocedere dal candidarsi nelle liste di centrodestra per la Lega con l’avversaria di Bonaccini, Lucia Borgonzoni. Il caso denunciato da Pezzolato, verteva su una telefonata che lui registrò, ricevuta da Bonaccini, in cui gli chiedeva spiegazioni e che Pezzolato interpretò come un ricatto. Parlando, nel suo esposto, di “tono intimidatorio” di Bonaccini. Tono «semplicemente stizzito e colmo di disappunto», scrive il pm, a causa del cambio di casacca della Trombin, che «non ebbe il coraggio» di dirglielo. La stessa Trombin raccontò a Pezzolato e altri di aver ricevuto una telefonata da Bonaccini, che le dise, sintetizzando così le sue parole: «Se vinco io, tu e il tuo comune siete finiti».
Bonaccini poi nella telefonata con Pezzolato arrivò a dire «se per caso vinco io, come è probabile, dopo però non mi cercate più». Ma nella telefonata non parlava solo da candidato soprattutto da presidente: «Ci sentiamo per tutti i livelli istituzionali, io una faccia per tutti indipendemente dal partito...però essere preso per il c...Tutto qua hai capito?».
E poi sui rapporti, in futuro: «Io ho il dovere di trattarti alla stessa maniera degli altri. Io sono fatto così e l’ho dimostrato a Jolanda». Ma questa telefonata e altro erano diventate un inchiesta per concussione e abuso d’ufficio contro Bonaccini che la procura ha chiuso, presentando richiesta di archiviazione, poichè i fatti non hanno fondamento penale. Un atto del pm Savino costruito con decine di audizioni di testimoni, valutando riscontri e poi alla fine la classica riga a chiudere: «Deve riconoscersi, ritenendo conclusa l’istruttoria, che non sia stata raggiunta la prova che Bonaccini abbia esercitato esplicite e implicite pressioni sulla Trombin». E ancora che «l’ipotizzata ritorsione ( il ritiro di tre dipendenti di altri comuni limitrofi da JOlanda) è sconfessata dalla ricostruzione dei fatti e giustificazioni accertate».
La prima reazione è dello stesso Bonaccini, su Facebook: «Apprendo con soddisfazione la notizia, ero sereno e fiducioso quando la Procura avviò l’indagine, come giusto che sia. Sono sereno e fiducioso oggi, in attesa che il giudice si pronunci sulla richiesta di archiviazione, visto che di onestà e trasparenza ho fatto i pilastri del mio impegno politico e amministrativo».
Immediata anche la reazione di Pezzolato che si opporrà alla richiesta di archiviazione: il suo legale Gabriele Bordoni si riserva anche di coinvolgere la Procura generale nella valutazione della vicenda e degli accertamenti svolti dalla Procura di Ferrara, che hanno portato alla decisione di non procedere.
Le reazioni
Ai diretti protagonisti, si aggiungono le parole dei politici. La consiliera regionale Marcella Zappaterra: «Come sempre sostenuto, il dubbio sulla correttezza era destituito di fondamento: ribadisco oggi che il tentativo di infangare la sua reputazione è stato becero».
Le fa da sponda l’assessore Paolo Calvano: «Il presidente Bonaccini nella sua attività ha sempre anteposto l’interesse generale alle posizioni di parte. La richiesta di archiviazione ne è ulteriore dimostrazione. Non abbiamo avuto mai dubbi e abbiamo invece sempre rispedito al mittente i tentativi di chi ha provato a batterci usando strumenti e argomenti che poco hanno a che fare con la buona politica».
«La richiesta di archiviazione per Bonaccini - chiude Silvia Piccinini, M5S in Regione - dimostra quanto sempre sostenuto: che le presunte pressioni avessero connotazione esclusivamente politica, frutto dei giorni di forte tensione che caratterizzarono le elezioni regionali del 2020». —
Daniele Predieri
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