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Post Covid, reagiscono solo le imprese in rete

Stefano Ciervo
Post Covid, reagiscono solo le imprese in rete

Le realtà grandi e connesse ripartono, tra le più piccole è invece ancora crisi Il vicepresidente Zaina: Ferrara in ritardo rispetto alle locomotive Emilia e Veneto

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L’industria ferrarese sta uscendo dalla pandemia con due velocità ben diverse. Da una parte ci sono le piccole imprese «che sono state falcidiate e stanno ancora facendo fatica, come evidenziano i dati di Unioncamere», sottolinea Gian Luigi Zaina, vicepresidente di Confindustria Centro Emilia; dall’altra le società di capitale più strutturate che «sono già pronte a ripartire, perché hanno mantenuto i collegamenti con le loro filiere nazionali e internazionali, che è il fattore decisivo in questo momento». E il tema di «fare gruppo» è sempre più all’attenzione degli industriali. Zaina evidenzia comunque che «il tessuto imprenditoriale ferrarese, come del resto quello rodigino, risulta in ritardo rispetto al passo delle locomotive Veneto ed Emilia, ma questa non è una sorpresa in quanto l’annoso deficit infrastrutturale è ancora molto ampio».

l’assemblea

L’analisi dell’industriale tessile ferrarese arriva a margine dell’assemblea generale di Confindustria Emilia Centro, il contenitore associativo che diversi anni organizza le industrie di Ferrara, Modena e Bologna. Gli aderenti ferraresi sono diventati quasi 400 ma l’assemblea privata si è svolta ieri in forma digitale a causa della pandemia. Una condizione che è ormai abituale da un anno a questa parte, che ha tuttavia consentito a Confindustria Centro Emilia il tetto delle 5mila presenze agli incontri organizzati nei primi quattro mesi dell’anno, la stessa quota dell’intero 2019.

il presidente

La relazione ufficiale è stata come di consueto affidata dal presidente, il modenese Valter Caiumi, che ha insistito in particolare sulla necessità dell’importanza del fattore dimensionale per cogliere al meglio le opportunità del post Covid, lungo le grandi direttrici dell’Agenda Ónu 2030 e dell’Accordo sul clima di Parigi, con l’obiettivo principale della sostenibilità. «In questo è evidente che la dimensione gioca ancora una volta un ruolo di facilitatore - ha sottolineato Caiumi - Sia chiaro: non tutti protranno farcela da soli e torno a sollecitarvi per una volta di più sull’importanza di unire le forze in un territorio che è già incline alla collaborazione e al fare rete». A supporto di queste affermazioni ci sono i dati: dal 2017 tra Ferrara, Bologna e Modena ci sono stati circa 400 processi di aggregazione, ad opera di circa 290 aziende associate a Confindustria, che rappresentano 9 miliardi di euro di fatturato.

Ma tra gli obiettivi da perseguire il presidente degli industriali ha anche indicato la «reazione adeguata» alle «diseguaglianze sociali ed economiche», da attivare prima «che il malessere divenga incontenibile». E l’associazione ha supportato per un trimestre 1.180 famiglie con generi di prima necessità, «siamo al lavoro per far in modo che questo progetto non resti solo un episodio».

e l’aeroporto...

Caiumi è poi tornato sulla questione infrastrutturale, prendendo di mira il mancato adeguamento dell’aeroporto di Bologna: «Abbiamo avuto un’opportunità persa con l’aeroporto fermo per pandemia, avremmo potuto fare dei lavori. Non possiamo non avere un aeroporto di grande performance. —

Stefano Ciervo

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