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l’intervista 

Agromeccanici «Punto di forza per l’innovazione in agricoltura»

Andrea Tebaldi
Agromeccanici «Punto di forza per l’innovazione in agricoltura»

Pedriali (Unima): centrale il ruolo dei contoterzisti Recovery e Psrr devono sostenere la modernizzazione 

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«Sempre più l’innovazione sarà la leva per la competitività in agricoltura e, oggi più che mai, il futuro del comparto primario passa attraverso le imprese di meccanizzazione agricola».

Queste le prime parole del neoeletto vicepresidente nazionale degli agromeccanici Michele Pedriali. Direttore di Unima Ferrara, aderente a Cai, Pedriali entra nella giunta nazionale e viene eletto vicepresidente.

Agromeccanici e agricoltura, qual è il ruolo dei contoterzisti oggi?

«Le imprese agromeccaniche stanno acquisendo una centralità per il mondo agricolo e un ruolo determinante nella filiera alimentare. Forniscono alle aziende agricole oltre il 40% del fabbisogno di meccanizzazione per le lavorazioni di semina, trattamenti e lavorazioni intermedie mentre arrivano a oltre il 90% per la raccolta. Operazioni colturali che richiedono un alto grado di tecnologia e specializzazione, macchinari innovativi e d’avanguardia di elevata qualità e produttività, che soltanto chi opera su vaste superfici può ammortizzare. Purtroppo, però, nelle istituzioni non c’è la dovuta percezione del valore delle nostre aziende al servizio delle imprese agricole e questo è uno dei motivi per cui la nostra Associazione è impegnata in una battaglia quotidiana, a livello regionale e nazionale, per ottenere il riconoscimento degli stessi diritti contributivi di cui godono gli agricoltori».

Nel prossimo periodo quali sono gli obiettivi e le iniziative in corso?

«Alcune sono le sfide fondamentali che segneranno i prossimi mesi: in primis valorizzare la centralità degli agromeccanici nel mondo agricolo perché possano essere sempre più un elemento di crescita del nostro settore. E questo passerà per alcuni concreti obiettivi: la costituzione di un albo qualificante per i contoterzisti, l’equiparazione dell’imprenditore agromeccanico a quello agricolo e lo sviluppo dell’innovazione in agricoltura. Abbiamo attivato un servizio di consulenza per la valutazione e gli acquisti, con la messa in campo di macchine e attrezzature 4.0».

Recovery plan e Psrr, quali le possibilità per l’agricoltura?

«Ci attendiamo che il Piano nazionale di ripresa e resilienza sappia superare i limiti e le criticità manifestati da altri programmi di sviluppo, sostenendo chi investe sulle nuove tecnologie e apporta un reale contributo alla modernizzazione dell’agricoltura. La competitività del sistema agricolo, come anche la declinazione nazionale delle politiche agricole comunitarie in senso ambientale ed economico, deve passare necessariamente per le aziende agromeccaniche, per l’effetto “moltiplicatore” che permettono di trasmettere a tutte le aziende agricole clienti. Il contoterzismo consente una gestione effettivamente sostenibile del territorio coltivato, grazie a una riduzione delle singole operazioni e dei transiti e il controllo automatico della distribuzione di tutti gli interventi colturali».

I numeri del settore?

«Le 18.000 imprese agromeccaniche, se rappresentano l’1 per cento del totale delle aziende operanti in agricoltura, rilevano oltre il 30 per cento degli acquisti delle macchine agricole in fatturato. Nel primo trimestre 2021 c’è stato un aumento di immatricolazioni di trattori del 57,7 per cento (quasi 6 mila unità). Questo recupero è dipeso sia dalla contrazione del primo trimestre 2020 condizionato dalla pandemia sia dagli incentivi funzionali agli investimenti 4.0 (con credito d’imposta e domande Sabatini). Positivi anche i numeri dei rimorchi e dei telescopici». —

Andrea Tebaldi

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