«Il disegno di legge Zan colpisce i reati d’odio ma tutela le opinioni»
Ieri il flash mob in piazza Municipale contro l’omotransfobia Domani la giornata mondiale: «Il Senato approvi in fretta»
«Non un passo indietro» c’era scritto sui cartoni coi colori dell’arcobaleno ma anche «Il tempo è scaduto». Il flash mob organizzato ieri dalle associazioni civiche che sostengono il disegno di legge promosso dal deputato Alessandro Zan contro l’omotransfobia ha richiamato in piazza Municipale circa 150 persone.
Era uno degli oltre 50 raduni pacifici e multicolori che hanno testimoniato nelle città e piazze italiane l’esigenza di una normativa che possa combattere efficacemente la violenza e la discriminazione per motivi legati all’orientamento sessuale, al genere e all’identità di genere.
«Ancona, Aosta, Bari...»: Manuela Macario, componente della segreteria nazionale di Arcigay, ha letto i nomi delle città partecipanti al raduno delocalizzato che ha unito idealmente in decine di luoghi diversi , le associazioni e le persone che hanno deciso di partecipare all’iniziativa di sensibilizzazione ma anche di protesta. Contro chi sta ostacolando o comunque allungando i tempi necessari per l’approvazione di una legge considerata indispensabile per consentire «all’Italia di allinearsi all’Europa in tema di riconoscimento dei diritti civili».
Tutelate le opinioni
Un appello che sarà ripetuto domani durante la celebrazione della giornata mondiale contro l’omotransfobia e di cui il flash mob di ieri è stato il prologo.
«Il disegno di legge Zan va a colpire chi commette discriminazioni e violenza, non opinioni – ha affermato Manuela Macario – Stiamo parlando di centinaia di casi nel Paese ogni anno, viene aumentata la pena per il reato e si stabilisce e afferma un principio indiscutibile».
Il provvedimento ha passato l’esame della Camera, «ora - ha auspicato Macario – deve essere approvato anche al Senato». L’area che andrebbe a coprire la normativa è contigua a quella di altri esempi di discriminazione e violenza, come le azioni di odio che colpiscono «le donne e le persone disabili». Il richiamo ad agevolare il percorso del ddl è arrivato da una rete di associazioni e dalle loro articolazioni locali, come Arcigay-gli Occhiali d’oro, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Centro Donna, Cgil, Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, Uisp. —
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