Reddito di cittadinanza a mafiosi e killer E anche a due stranieri trafficanti di droga
La Guardia di Finanza scopre 17 “furbetti” che intascavano soldi dallo Stato senza averne diritto e falsificando documenti
Uno di loro, condannato per associazione mafiosa, era diventato collaboratore di giustizia contro uno dei clan della camorra che aveva permesso di svelare e si era trasferito nel Ferrarese: qui, negli anni scorsi, con la sua famiglia ha chiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza che non poteva ottenere, perché “mafioso” condannato. Come lui, anche un altro “mafioso”, anziano per fatti di tanti anni fa e che oggi vive nel Parmense. Oltre questi due “furbetti”, anche un terzo condannato per omicidio (era il sicario di un assassinio eccellente in Puglia) ha intascato ogni mese il reddito di cittadinanza. E che dire di due cittadini stranieri: una donna arrestata nell’ottobre scorso nell’inchiesta sulla mafia nigeriana e un trafficante di spicco, del Camerun, che ogni mese ricevevano dai 5 ai 700 euro.
I furbetti di turno
Nessuno di questi 5 “furbetti” ne aveva diritto; perché esclusi, per via dei gravi reati per cui condannati o pendenti. Li hanno scoperti i tecnici della Guardia di Finanza, spulciando elenchi, incrociando dati e alla fine tirando la riga hanno scoperto anche altri 12 “furbetti”, tutti extracomunitari che avevano fatto carte false con lo stesso scopo: avere soldi dallo Stato per campare, pur non avendo i requisiti, violando di fatto le norme previste. Dal punto di vista pratico, i primi “furbetti”, quelli con le posizioni più esposte per gravi reati, avevano dichiarato il falso nella dichiarazione sostituzione unica (la Dsu) presentata per poter ottenere dallo Stato il bonus, attestando falsamente di essere persone con la fedina penale pulita.
Stranieri con atti falsi
Le altre 12 persone segnalate e denunciate alla procura sono 8 nigeriani, 1 pakistano, 1 marocchino, 1 camerunese e 1 romeno per aver autocertificato falsamente di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, percependo sussidi mensili dai 500 ai 700 euro. Gli ispettori della Finanza di Ferrara sono arrivati a loro, dicevamo, incrociando i dati delle Dsu per il rilascio dell’Isee, con quelli del casellario giudiziale e dei carichi pendenti. I primi cinque hanno avuto soldi dallo Stato che non dovevano avere, incassando in circa due anni, oltre 40. 000 euro di aiuti. Gli altri 12 stranieri, che hanno avuto in tutto 90mila euro erano in parte entrati in Italia illegalmente e hanno violato la norma per il reddito che prevede per gli stranieri residenza in Italia da 10 anni (gli ultimi due in modo continuativo) e cittadinanza di paese Ue o permesso di soggiorno permanente o di lungo periodo (per gli extra comunitari). Per tutti i casi, è prevista una pena da 2 a 6 anni e l’immediata revoca del beneficio. Oltre alla denuncia penale alla procura, infatti, tutte le posizioni delle 17 persone sono state segnalate all’Inps, per la revoca e per il recupero delle somme già erogate. –
Daniele Predieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
