Il nipote uccise la nonna La Corte d’assise decide sull’omicidio volontario
Oggi il via al processo per il ragazzo
il giudizio
È accusato di aver ucciso la nonna, dopo un litigio durante il viaggio di ritorno verso casa, a Ferrara, in via Vallelunga, dove abitavano insieme: il nipote Pier Paolo Alessio, 24 anni, da questa mattina verrà processato dalla Corte d’assise per omicidio volontario, della nonna Maria Luisa Silvestri, 71 anni, che morì per un infarto ma concausa furono le botte subite da quel nipote che in un momento di «corto circuito», durante quel viaggio da San Martino dove avevano passato la serata nella pizzeria della madre: il ragazzo la picchiò alla testa, anche quando la nonna era a terra con calci e quindi sbattendole la testa contro la portiera dell’auto. L’udienza di oggi, come vuole la prassi, è un filtro per quelle che seguiranno: in primis la Corte d’assise (presidente Tassoni) dovrà decidere sulle liste testimoni: quella dell’accusa che vuole chiamare in aula oltre 20 persone, e la difesa rappresentata dall’avvocato Longobucco che ne porterà 5 di testimoni. Proprio la difesa cercherà di dimostrare che per la morte della nonna non si era trattato di un omicidio volontario, per il dolo eventuale, la contestazione della procura, pm Cavallo, ma di un delitto preterintenzionale. Un omicidio per cui la causa fu la perdita assoluta di controllo del ragazzo che con botte, calci e pugni innescò la morte della anziana nonna: il decesso avvenne per infarto, per le patologie cardiache di cui soffriva la donna: per la procura il nipote sapendo di queste patologie accettò il rischio di ucciderla (il dolo eventuale), mentre la difesa sostiene che non ne aveva intenzione, alla luce anche della sua condizioni border line dal punto di vista psichiatrico fino ad allora sottovalutato. —
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