Lacrime per l’autista morto per un malore
Il 45enne lascia compagna, figlio e quattro sorelle «Una notizia tremenda. Amava tantissimo i suoi cani»
MIGLIARINO. È grande il dolore di familiari, amici e colleghi per la morte di Saimon Felletti, il 45enne nato a Comacchio ma ora residente a Porto Tolle (Ro), deceduto lunedì sera per un improvviso malore mentre era al lavoro. Da oltre due anni Felletti lavorava come autista di betoniere canala per la Calcestruzzi Magnani, storica azienda di Migliarino che ora fa parte del grande gruppo Fornaci calce Grigolin. L’altra sera ha un certo punto ha accusato un forte dolore addominale e ha detto ai colleghi che si sarebbe riposato un attimo negli spogliatoi dell’azienda. Dopo un po’, però, non vedendolo tornare i colleghi sono andati a vedere come stava e vedendolo in gravi condizioni hanno subito chiamato il 118; sul posto ambulanza e automedica ma per il 45enne c’era più nulla da fare.
«Per noi è stata una botta tremenda - racconta una delle nipoti di Felletti -, mio zio non aveva alcun problema di salute e quando lunedì sera i carabinieri ci hanno avvisato del decesso non sapevamo davvero che dire».
Felletti dal 2 gennaio 2019 lavorava per la Calcestruzzi Magnani, acquisita da alcuni anni dalla Grigolin: «Non lavorava con noi da tanto - ci raccontano dalla sede del gruppo trevigiano -, ma era diventato in breve tempo un nostro pilastro e stava acquisendo un posto importante all’interno della nostra azienda. Si consideri che l’autista di betoniere canala non è un autista generico, è uno che sa di fare un servizio specifico e tutt’altro che semplice. Anche a detta del suo caporeparto, Saimon era un bravo lavoratore e una persona disponibile ad andare ovunque e non sono parole di circostanza. Per la nostra azienda una grande perdita, non possiamo che ringraziarlo per quanto fatto per il nostro gruppo».
Felletti ha abitato a lungo a Lido Nazioni, poi dopo la separazione dalla moglie (dal matrimonio è nato suo figlio Samuel, che ora abita a Livigno) è andato a vivere con la nuova compagna a Porto Tolle. Una scelta derivata anche dalla passione di entrambi per i cani, infatti la loro abitazione ha un ampio giardino e i vicini di casa raccontano che era facile vederlo a spasso con i suoi cani e non a caso anche la foto scelta per il profilo Facebook è quella di lui ai Lidi con uno dei suoi animali. «Li amava tantissimo, specie i pastori tedeschi», dice la nipote.
Oltre al figlio e alla compagna, il 45enne lascia quattro sorelle (una quinta è morta anni fa) e tanti nipoti. Per i funerali si dovrà attendere l’esito dell’autopsia. —
D.B.
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