Più di 130mila “nuovi poveri” i lavoratori dei servizi i più colpiti
ROMA. Durante la pandemia quasi una persona su quattro (24, 4 per cento) è diventata un “nuovo povero”. Si tratta di 132. 717 persone in totale. Lo rileva il quarto monitoraggio Caritas sull’emergenza pandemia.
Nel periodo tra l’1 settembre 2020 e il 31 marzo 2021 sono aumentati il disagio psico-sociale degli anziani e delle donne (entrambi indicati dal 77, 4 per cento dei centri Caritas italiani) , la povertà minorile (66,3 per cento) , la rinuncia o rinvio dell’assistenza sanitaria ordinaria non legata al Covid (66,8 per cento) , le violenze domestiche (51,1 per cento) .
Le persone più frequentemente aiutate dalla Caritas sono state soprattutto persone con impiego irregolare fermo a causa del Covid19 (61,1 per cento dei casi) , lavoratori precari/intermittenti che non hanno potuto godere di ammortizzatori sociali (50 per cento) , lavoratori autonomi e stagionali in attesa delle misure di sostegno (40,5 per cento) , lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione (35,8 per cento) .
Gli ambiti e i settori economici che hanno risentito maggiormente della crisi economica correlata al Covid sono stati soprattutto quelli della ristorazione, segnalati dal 94 per cento delle Caritas diocesane, seguiti dal settore turistico-alberghiero (77,4 per cento) . La maggioranza assoluta delle diocesi segnala anche la difficoltà degli esercizi commerciali (64,2 per cento) e delle attività culturali, artistiche e dello spettacolo (53,2 per cento) .
Quasi tutte le Caritas diocesane interpellate evidenziano che, accanto a situazioni legate ai bisogni fondamentali della persona (il lavoro, la casa…) , compaiono bisogni inerenti alla sfera formativa e al disagio psico-sociale, che colpiscono soprattutto le donne e i giovani: difficoltà legate al precariato lavorativo femminile (93,2 per cento delle Caritas) , difficoltà legate al precariato lavorativo giovanile (92,1 per cento) ; persone/famiglie con difficoltà abitative (84,2 per cento) ; abbandono, ritardo scolastico, difficoltà a seguire le lezioni (80,5 per cento) ; disagio psico-sociale dei giovani (80,5 per cento) .
«Dati sconcertanti e drammatici che richiedono una nuova risposta nel Decreto Sostegni ora in discussione» afferma in una nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Gli aiuti dati finora – aggiunge – tra reddito di cittadinanza e reddito di emergenza, per quanto importanti, non sono stati sufficienti a contenere questa nuova ondata di poveri a dir poco vergognosa. Anche i vari ristori dati a pioggia, se all’inizio erano giustificati dalla necessità di dover intervenire rapidamente, ora vanno mirati e potenziati per i più bisognosi». —
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